Pillola, la Margherita contro la Bresso

di Giovanni Monaco
Imbarazzo nell’Unione: «La posizione del governatore non è quella della maggioranza»

Torino- tutti i giornali diocesani piemontesi sono sul piede I guerra. No alla pillola abortiva. no ai Pacs. no alla procreazione assistita, come il governatore regionale Mercedes Bresso e company fortissimamente invece vogliono.

A lanciare la prima “scomunica” è stato il più Importante settimanale cattolico della Regione, la torinese “Voce del Popolo” che, è facile capirlo, e anche e soprattutto la voce del Cardinale Severino Polette. Ma anche nelle altre province stanno per andare in stampa articoli analoghi, da Novara a Cuneo, sino ad Alessandria ed Asti.

La politica della presi dente piemontese Bresso non piace. Cardinale e vescovi non lo mandano a dire: «la piattaforma radicale sul problemi etici si legge sulla prima pagina della “Voce del Popolo” è sostanzialmente esplosiva: eutanasia, divorzio veloce. modifica della legge sulla procreazione, profondo cambiamento delle norme sull’insegnamento religioso. Il rischio è di separare la cultura cattolico-democratica da quella laicista.

E il titolo, a tutta pagina e a caratteri cubitali, non la scia dubbi: “la Regione di Pannella”. Peccato che i radicali non siano nemmeno presenti con un consigliere. Infatti, ciò che più infastidisce i cattolici piemontesi, i cui voti sono decisivi per far vincere la sinistra, è che «La Bresso sposa le tesi dei radicali adottando una linea politica senza collegamenti con il documento presentato agli elettori». Il settimanale della Diocesi affronta il problema da un punto di vista più ampio, prendendo in considerazione la valutazione politica nel suo complesso. Non viene risparmiato neppure Prodi «che si farà, durante le primarie, portabandiera di un’ideologia non definita perché non condivisa dai membri del suo stesso schieramento». Non è difficile ricordare che, sulla pillola Ru486, è in piedi una vera e propria battaglia legale tra la Regione ed il ministero della Sanità.

Francesco Storace ha bloccato la sperimentazione, dopo la relazione degli ispettori ministeriali. Ma l’ospedale Sant’ Anna, fiancheggiato con tenacia dalla Bresso, ha già messo tutto nelle mani della magistratura, per poter andare avanti.
«Dovrebbe vergognarsi», ha detto la Zarina Bresso, riferendosi al ministro Storace, che aveva avuto l’ardire di contraddirla. Adesso vedremo se anche Il cardinale e i milioni dl voti cattolici potranno arrossire d’imbarazzo, con la benedizione della Bresso. »

Ancora una volta assistiamo all’ipocrisia di chi, da un lato. si professa cattolico e quindi aspira ad essere punto di riferimento per quell’ elettorato, ma dall’altro come uomo politico sostiene del provvedimenti in contrasto con I valori cattolici». Roberto Cota, sottosegretario alle Attività produttive, non ha dubbi: la politica della sinistra In Piemonte è radicale, come il settimanale diocesano ha denunciato. «Le posizioni sul referendum sulla procreazione assistita della sinistra continua Cota – erano chiare e, per onesta, anche alcuni alleati della Cdl hanno tentennato. Oggi in Regione Piemonte non solo la sinistra, ma anche la Margherita ha sostenuto la pillola abortiva come voleva la Bresso». Cota fa riferimento alla mozione della Lega. che chiedeva di sospenderne la sperimentazione. In quell’occasione la mozione, presentata da Tino Rossi, è stata bocciata e anche «la Margherita ha votato no, come peraltro ha fatio pure Forza Italia. Bene fa il settimanale diocesano a denunciare queste posizioni ideologiche».

«Noi – continua Cota- vogliamo difendere la famiglia e la vita, quindi nelle istituzioni adottiamo atti a in questo senso e contrastiamo atti contro la ‘famiglia e la vita. Vale a dire che siamo contro il finanziamento del gay pride, a favore del sostegno della natalità e sui Pacs abbiamo un’idea molto chiara: se un uomo e una donna vogliono convivere, non può esserci alcun problema. Così come possono fare due uomini o due donne. Ma non pilastro secondo cui la famiglia è una società naturale fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna. Altrimenti è un’altra società, dove noi non vogliamo stare».

Non si sbilancia il presidente del Consiglio regionale del Piemonte, Davide Gariglio. Pero una stoccatina alla presidente Bresso se la concede: «La politica si compie con i fatti, non con gli Interventi sui giornali e con I lanci di stampa. La posizione della governati ce non è quella di tutta la maggioranza». A Torino, i Dl votano a favore delta sperimentazione, ma fanno dietrofront dopo la rivolta delle parrocchie.