“L’embrione è vita”. I medici cattolici a fianco di Ruini “L’astensione e la scelta migliore”

Orazio La Rocca
Una rete sanitaria capace di curare ogni anno oltre dieci milioni di pazienti; migliaia di medici e paramedici; centinaia di ospedali, cliniche, istituti di ricerca. E’ la sanità cattolica italiana, Lilla realtà che si identifica nella stragrande maggioranza nell’Aris, l’Associazione religiosa istituti sociosanitari, la sigla degli organismi assistenziali delle con aggregazioni religiose. Salvo qualche rara, ma autorevole, eccezione come il Policlinico Gemelli e il San Raffaele di don Luigi Verze. Il colosso della medicina all’ombra della Chiesa lo statuto dell’Aris e approvato dalla Cei è sceso in campo, ora, anche al servizio della causa astensionistica sulla procreazione assistita, che ha nel cardinale Camillo Ruini il maggiore ispiratore.

L’Aris fa parte, infatti, del comitato Scienza&Vita, l’organismo che fiancheggia la Cei nella campagna sull’astensione. Da qualche settimana, però, sotto la spinta del presidente Mario Bonora, l’Aris ha anche intrapreso tra i suoi iscritti Lilla .
Incontri, organizzati sempre con lo scopo di diffondere assicura il presidente nell’informazione finalizzata alla obiettività e alla chiarezza. E’ Lilla scelta spiegano all’Aris per far fronte alla campagna di menzogne stilla procreazione, un’opera di disinformìazione a come dimostra il recente pronunciamento di don Verze a favore del si.
Tutta in difesa dell’embrione ovviamente e della ricerca scientifica, l’attività dell’Idi, Istituto Dermatologico dell’Immacolata, il cui presidente, frate Franco Decaminada, invita il inondo scientifico a concentrare maggiormente l’attenzione sulle le cellule staminali da midollo e da cordone ombelicale, lasciando perdere le staminali embrionali.

Anche se e Lilla ha acquisito alcuni laboratori di ricerca, ad esempio a Nerviano, presso Torino, dove sta portando avanti la ricerca sulle staminali adulte.Pur non facendo parte dell’Aris, il policlinico Gemelli deIl’UniversitaCattolica e Lilla sono le istituizioni più impegnate sul fronte dell’astensionismo.
Certamente non andrò a votare, perchè la procreazione, trattando dell’inizio della vita, non può essere afforntata con superficialità, confessa il direttore del dipartimento per la tutela della salute della donna e della vita nascente. Quanto all’embrione, Mancuso sostiene sì all’astensione, a prescindere dalla Cei, perchè è l’unica via per migliorare una legge non perfetta come la 40 “aggiunge il professor Giovanni Neri, direttore dell’Istitituto Lito di genetica medica dell’Universita Cattolica. Donienico Galbiati, presidente dell’istituto Medeo di Milano,recepisce l’esortazione della Cei, ma non va a votare anche perchè non sento di doverlo fare perché me lo chiede un gruppo di città “Sono contrario a questo metodo, aggiunge Galbiati ,anche perchè credo che la legge
stilla procreazione vada migliorata in Parlamento