Il film “Pannella cerca casa

Alberto Abruzzese
Ecco di nuovo un Pannella all’altezza di se stesso, unico nel suo genere di tirabotti e guastatore. E, per usare parole forti, al di là del bene e del male. Per chi sia convinto che lo stile comico sia persino qualcosa di più dello stile tragico ed anzi ne sia la versione realistica, quotidiana, si potrebbe ricalcare il titolo di un celebre film di Totò: Pannella cerca casa. Ma si sa che un vero comico fa sempre finta di cercare casa, perché la sua natura è non avere domicilio: lui attende che siano gli altri a «scoppiare»; gettato il petardo, fa tutte le mosse e smorfie che abbiamo visto fare a Totò quando dirigeva orchestre e fuochi d’artificio giocando d’anticipo.
Grazie a Pannella, dunque. Grazie perché il clima di perenne campagna elettorale che ormai da tempo affligge la già nostra malferma costituzione (solo fisica e morale?) è avaro di eventi determinanti: tantissimi crepitii che pretendono di essere botti ma non ci riescono quasi mai. Pannella ha prodotto reazioni che hanno la forza di rivelazioni. La più importante. C’è chi lavora sui tempi stretti e chi si muove piuttosto sui tempi medi se non proprio lunghi. In altre parole c’è chi pensa sempre alle elezioni e chi pensa alla politica non in quanto voti ma contenuti. Tutti sono disposti a negoziare voti con Pannella, ma non tutti sono disposti a condividere i contenuti della sua campagna referendaria sulla fecondazione assistita. Ecco trovato un modo forte di raccogliere crediti agendo all’esterno delle politiche istituzionali e toccando invece i grandi temi del nostro presente e futuro: il «corpo malato» di Coscioni fa da soggetto e metafora di un mutamento radicale della sensibilità umana e marca una situazione socioantropologica comprensibile ad un «noi» assai più inclusivo di quelli usati dai partiti. Già, ecco le nudità – le vergogne – che ci si sono mostrate grazie alla mossa di Pannella: il carattere sostanzialmente esclusivo ci alcune nostre culture sociopolitiche. C’era gran ricchezza di rimandi – colti e triviali, come si addice al tempo delle reti – nella parola “ospitalità