Romano Prodi è entrato con decisione nella battaglia referendaria sulla fecondazione assistita, schierandosi contro la linea del non voto indicata due giorni fa dal cardinale Camillo Ruini. «Sono un cattolico adulto e andrò a votare» ha affermato il capo dell’Unione che, pur non specificando il tipo di scelta che farà nell’urna, ha voluto spendersi in prima persona contro qualsiasi deriva astensionistica, in ciò sorretto, oltre che da personale convincimento, anche dalla consapevolezza che un eventuale successo del partito del «non voto» verrebbe letto come una vittoria di Silvio Berlusconi e della sua maggioranza. Prodi ha indirettamente risposto al cardinale Ruini anche sulla questione dei criteri di voto dei cattolici e, al presidente della Cei che invitava a misurare i due Poli sul terreno dell’adesione alla dottrina della Chiesa, il Professore ha così replicato: «Sui valori mi sento tranquillissimo, non abbiamo da imparare da nessuno». Accusando poi la Cdl di fare «solo prediche» su temi come la pace, la giustizia, la solidarietà. E, al contrario, rivendicando «il buon operato del mio governo, nel breve periodo che è durato».
Prodi ha scelto il palco di Brescia, dove si trovava per una manifestazione elettorale a sostegno del candidato del centrosinistra in Lombardia, Riccardo Sarfatti, per rispondere al cardinale Ruini sull’atteggiamento elettorale del mondo cattolico. Ha detto il capo dell’Unione: «Chi fa questi inviti è abituato a leggere il Vangelo e nel Vangelo è anche scritto: “Non chi dice Signore, Signore, ma chi fa la volontà del Padre mio…”». Come dire: sono i fatti che contano. Ed è su questo terreno che l’ex presidente Ue ha lanciato il suo anatema contro l’esecutivo Berlusconi: «Questo governo ha disfatto tutto quello che avevamo fatto. In compenso ha molto predicato». Parole da taluni lette come una polemica verso il cardinale Ruini. «Assolutamente no» è stata la perentoria risposta dello staff prodiano. Tra l’ex presidente Ue e Ruini, hanno tenuto a precisare gli uomini del Professore, «vi è piena consonanza sui valori»: l’unico intento del capo dell’Unione è piuttosto quello di rimarcare come, durante i suoi due anni a Palazzo Chigi, sia stato fatto «ogni sforzo per dare concreta attuazione» ad alcuni dei temi ricordati dal presidente della Cei.
Non sarebbe comunque la prima volta che l’ex presidente Ue e il cardinale si trovano su posizioni diverse. L’amicizia di un tempo, nata dalle comuni origini emiliane, cementata da assidue frequentazioni e culminata nella celebrazione da parte di Ruini delle nozze tra Prodi e Flavia Franzoni (1969), ha ceduto il passo a una progressiva distanza. E’ un fatto che Ruini non abbia mai condiviso la scelta ulivista del Professore nel ’95. «Affrettate semplificazioni» fu il commento della Cei di fronte al progetto dell’Ulivo, visto come il tentativo di dividere i cattolici tra progressisti (con Prodi) e conservatori (con Berlusconi). Da allora, il dialogo non è mai stato facile. L’annuncio di voto del Professore ha creato agitazione anche nell’Unione. Salutato con soddisfazione dalla Quercia e da larghi settori del centrosinistra (Prc e Verdi), ha invece avuto l’effetto di riaprire le ferite della Margherita, divisa in materia. Mentre il prodiano Franco Monaco ha subito fatto sapere di «non condividere l’indicazione astensionistica delle gerarchie ecclesiastiche», ha infatti preso corpo la voce, non confermata, di una possibile adesione di Francesco Rutelli al comitato «Scienza e vita», favorevole al non voto. L’ipotesi, che ufficializzerebbe il contrasto tra il leader Dl e Prodi, ha subito messo in allarme i Ds: «Attenzione – ha avvertito Franco Grillini -, si potrebbero porre pesanti interrogativi all’interno dell’alleanza».
Prodi: sono adulto, vado a votare
Francesco Alberti
Dopo l’invito di Ruini sull’astensione: tranquillissimo sui valori, il mio governo agì bene