Venerdì 18 Febbraio l’Onu ripudia la donazione e nessuno se lo fila. La denuncia viene dritta dritta dagli Stati Non ne parla The New York Times, non ne parla The Washington Post, ma non ne parla nemmeno The Washington Times, conservatore e sempre attento al diritto alla vita.Pare, infatti, che Betsy Pisik, la corrispondente del quotidiano alle Nazione Unite, abbia dato per persa una partita che invece ha riservato ben altro e quindi, sfiduciata, abbia chiuso bottega prima del tempo. Peraltro, non è che neanche in Italia ci si sia stracciati le vesti per dare eco all’evento. Sostanzialmente ne ha parlato soloL’indipendente (martedì 22), certamente l’unico quotidiano
nazionale a dare la notizia in prima pagina. Se ne sono accorti però i Radicali. La dichiarazione dell’Onu è passata con 71 voti a favore, 35 contrari e 43 astensioni. Secondo Marco Cappato, Segretario dell’Associazione Luca Coscioni,e Marco Perduca, rappresentante all’Onu del Partito Radicale Transnazionale, è «evidente che una dichiarazione che viene adottata da neanche il 50 per cento dei 191 Stati membri dell’Onu, né dalla maggioranza dei presenti in aula, è totalmente priva di qualsiasi autorevolezza». Curioso. Assomiglia tanto a un impeachment della democrazia, ossia di quel sistema di scelta che si basa insindacabilmente sulla maggioranza e di cui i Radicali sono strenui alfieri, anzi volenterosi esportatori nel mondo. Un sistema, quello democratico, che premia solo la maggioranza e nel quale gli assenti hanno per definizione sempre torto,tanto che gli astenuti vengono consegnati d’ufficio al limbo. A esso, peraltro, i Radicali demandano o demanderebbero la decisione su ogni e qualsiasi cosa, persino su questioni di principio (la vita umana), questioni che invece, da Platone in poi, sono intoccabili giacché impermeabili proprio alla discussione stessa. Non per dogmatismo, ideologia o fede religiosa, ma perché sono fatti. Fatti e basta. Quelli contro cui ce la si può prendere finché si vuole, ma loro non cambiano mai. La vittoria controla donazione umana all’Onu, per esempio.
nazionale a dare la notizia in prima pagina. Se ne sono accorti però i Radicali. La dichiarazione dell’Onu è passata con 71 voti a favore, 35 contrari e 43 astensioni. Secondo Marco Cappato, Segretario dell’Associazione Luca Coscioni,e Marco Perduca, rappresentante all’Onu del Partito Radicale Transnazionale, è «evidente che una dichiarazione che viene adottata da neanche il 50 per cento dei 191 Stati membri dell’Onu, né dalla maggioranza dei presenti in aula, è totalmente priva di qualsiasi autorevolezza». Curioso. Assomiglia tanto a un impeachment della democrazia, ossia di quel sistema di scelta che si basa insindacabilmente sulla maggioranza e di cui i Radicali sono strenui alfieri, anzi volenterosi esportatori nel mondo. Un sistema, quello democratico, che premia solo la maggioranza e nel quale gli assenti hanno per definizione sempre torto,tanto che gli astenuti vengono consegnati d’ufficio al limbo. A esso, peraltro, i Radicali demandano o demanderebbero la decisione su ogni e qualsiasi cosa, persino su questioni di principio (la vita umana), questioni che invece, da Platone in poi, sono intoccabili giacché impermeabili proprio alla discussione stessa. Non per dogmatismo, ideologia o fede religiosa, ma perché sono fatti. Fatti e basta. Quelli contro cui ce la si può prendere finché si vuole, ma loro non cambiano mai. La vittoria controla donazione umana all’Onu, per esempio.