di Giuseppe Videtti
[inline:1]È il potere immenso del grande comunicatore che farebbe gola a qualsiasi politico. Ma Vasco non cede alle lusinghe né alle proposte indecenti. «Non ho mai avuto ideologie. Sono rimasto agli anni Settanta: qui a Bologna dopo il ´68 c´erano Lotta Continua, Potere Operaio e noi, gli anarchici, gli indiani metropolitani, facevamo teatro in strada, non pensavamo certo a sovvertire l´ordine pubblico con la rivoluzione. Ero e sono un individualista, un anarchico con una cotta per Bakunin. Poi crescendo mi sono buttato nella musica e ho scaricato tutto lì. Ma sono iscritto da vent’anni al Partito Radicale. Sono uno di sinistra, perché penso che i principi fondamentali della convivenza siano meglio rappresentati dalla sinistra. E non vorrei che la sinistra perdesse il patrimonio dei radicali solo perché la destra ha bisogno di sdoganarsi culturalmente. Stimo Prodi, credo che sia l´ultima speranza per la sinistra, e mi dispiace che non dia udienza ai radicali. Tanto per non parlar di politica, il mio messaggio è: Prodi ricevi Pannella».
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Il cantante italiano più anarchico e “maudit