AZNAR CONTRO AZNAR SULLA RICERCA SCIENTIFICA CON GLI EMBRIONI (Il Foglio)

<b>19 Dicembre 2003</b> – Madrid – Le Cortes spagnole, dove il partito popolare (e cattolico) del premier José Maria Aznar ha la maggioranza assoluta, hanno approvato il 19 novembre una riforma della "Ley de Reproducción Asistida" che non solo lascia intatta la libertaria e liberai legislazione socialista dell'88, ma permette pure la sperimentazione con i 200 mila ovuli congelati per la ricerca scientifica. Contro la riforma si sono scagliati i vescovi e i medici cattolici, e soprattutto il presidente della Federacion Pro Vida de Espana a e capo del dipartimento di Biopatologia clinica del nosocomio Fede di Valencia. Anche lui un Aznar, ma di nome Justo. Lo scontro Aznar contro Aznar, però, non riguarda la riforma della legge in toto, ma solo la questione della ricerca sugli embrioni. Don Justo non discute gli altri punti della legge sulla fecondazione assistita. Eppure di temi ne avrebbe. Sono permesse infatti la fecondazione con ovociti e seme
di donatori eterologhi, l'aborto di un embrione già impiantato nell'utero in qualsiasi momento, l'inseminazione di donne single, il congelamento degli embrioni, la riproduzione assistita post mortem. se il donante così ha lasciato scritto. Ma il presidente della Federación Pro Vida, in prima linea contro l'aborto, punta l'indice su un fenomeno che si sta sviluppando in Spagna. il colossale business del "turismo riproduttivo", quello delle donne di tutta Europa, dalle tedesche alle svizzere, dalle francesi alle portoghesi (con affluenza anche delle italiane), che accorrono nelle cliniche di Barcellona o di Valencia.
La polemica che c'è stata, a livello nazionale. ha riguardato all'inizio l'unico cambiamento della legge: il numero degli ovuli da fecondare, da illimitati, sono diventati solo tre. Ma dopo l'intervento della Comisión Nacional de Reproducción Humana Asistida, l'ente scientifico che consiglia l'esecutivo sull'argomento (i cui pareri però sono solo consultivi), sono state ammesse la bellezza di 23 eccezioni così vaghe e indeterminabili, dalla azospermia alla sterilità femminile di "origine sconosciuta", da far commentare a Pedro Caballero, ex presidente della Società Espanola di Fertilità: "Con tutte queste eccezioni ammesse, il testo legislativo si può paragonare a quello in vigore per l'aborto: la fecondazione assistita è permessa a tutti".
Aznar (José Maria), che nei suoi quasi otto anni di governo non ha mai messo in discussione la legge sull'aborto (per stupro, malformazione del feto e problemi psicoficisi della donna), aveva già fatto capire da che parte stava nell'aprile scorso, quando elogiò apertamente un rapporto del ministero della Sanità in cui si raccomandava l'uso degli embrioni congelati per ricerche terapeutiche. Anche i sondaggi, come quello della Fundación BBVA del luglio scorso, rivelano che il parere del capo dell'esecutivo è condiviso dalla stragrande maggioranza degli spagnoli. Ma l'Aznar rivale non si arrende. Tuona dalle pagine di religione del giornale cattolico La Razón: "La nuova legge è eticamente inaccettabile. Rende possibile l'utilizzazione di embrioni crioconservati, che sono vivi, per ricerche biomediche".
"Un embrione congelato non è morto. È un embrione con il processo vitale interrotto. Per cui scongelarlo in modo sperimentale. farlo morire per poter utilizzare i suoi resti cellulari, non è moralmente accettabile", aggiunge il presidente della Federación Pro Vida. Ma le sue sono state finora parole al vento, come le critiche della Conferenza episcopale, che bolla come un "attentato alla dignità personale degli esseri umani" la ricerca sugli embrioni. Il ministro della Sanità, l'osservante e "vitrosostenitrice" Aria Pastor, taglia corto con un escamotage: "Le ricerche biomediche non usano embrioni, soltanto materiale biologico scongelato".