<b>30 Dicembre 2003</b> – Chi non ricorda il film "Io ti salverò"? Regia dell'ineffabile Alfred Hitchcock, interpreti principali erano l'algida Ingrid Bergman, nella parte della dottoressa Constance (la salvatrice), e un morbidoso Gregory Peck, il dottor John, nella parte del salvato. Eh, la psicologia era in auge, e papà Freud veniva tirato per la giacchetta e chiamato a risolvere nevrosi, traumi infantili, coazioni, fobie, fino a spingersi nell'infido labirinto delle psicosi. I mezzi impiegati erano tratti dal solito bric-a-brac della psicoanalisi: un divano, un blocco per appunti con relativa matita, e la Parola, il Verbo. All'inizio fu il Verbo, ed il Verbo ha mantenuto intatta una potenza sciamanica. Fiat lux! E fu la luce. Alzati e cammina! E Lazzaro risorse. E la parola, modellatrice dei sogni e strumento di libere associazioni, diventa nella psicoterapia, come il bisturi, o la penicillina, nelle mani del taumaturgo impegnato a restituire l'equilibrio compromesso allo "squilibrato". Io ti salverò! Ma la -salvezza- psicoanalitica è una salvezza socratica, non usa i mezzi di convincimento cari alla fede dei Torquemada. Non è il cavalletto, lo staffile, le tenaglie infocate, la ruota, o il rogo, a ricondurre il -deviante- sulla retta via, è la maieutica a salvare: ti puoi salvare se ti vuoi salvare! La parola è un potente mezzo salvifico, ma è lenta! Tremendamente lenta! Richiede tempo, impegno, e argomenti validi. Richiede attenzione e capacità.empatia. Insomma, la parola ha fatto il suo tempo! Azione, perdinci! Fuori le palle e azione! Ecco la Weltanschauung che si sta imponendo. Palle! Palle! Palle! Ci vogliono palle e non parole.anche se quel -palle- apoditticamente usato, può prestare il fianco ad una interpretazione maliziosa, ovvero.palle come.stupidaggini. Così va il mondo! Lo so, lo so che questa manzoniana ovvietà può non soddisfare, ma come opporsi efficacemente allo slippery slope sul quale ci siamo avviati? L'anno si chiude con.la chiusura diurna dei distributori di sigarette, decretata da Sirchia, e la proposta di Pecoraro di mettere i ferri ai genitori dei ragazzi vittime dei mortaretti. Proposte che denotano l'abitudine dei politici a preferire l'uso delle palle a quello del cervello. Questa abitudine sta diventando un riflesso condizionato: si chiudono le discoteche, si chiudono i distributori di sigarette.non si chiudono le buche in città dove i motorini cadono, come mammut nelle trappole dei neanderthaliani, ma si obbligano i giovani ad indossare il casco. Sì, perché il motto "Io ti salverò" sottostà a delle curiose leggi non scritte. Si chiudono i distributori di sigarette, ma non si aprono i distributori di profilattici nelle scuole. Anzi, un opuscolo della Moratti avverte: il profilattico non guarisce le ferite dell'anima! Sarà vero, però il Min. dovrebbe convenire che previene le -ferite- del cazzo! "Io ti salverò" sulle piste innevate ti salverò con l'obbligo del casco fino a 14 anni, dopo sono affari tuoi. "Io ti salverò" dagli spinelli consegnandoti ai gurka in tonaca che dovranno redimerti. "Io ti salverò" dagli amori mercimoniosi, anche se dovessi, come vorrebbe don Benzi, condannarti a venti anni di galera. Io ti salverò! io ti salverò! io ti salverò! Ma se sei vittima di una delle patologie che potrebbero essere guarite dalle staminali embroniali.io non ti salverò, anzi, preferirò -salvare- un embrione!
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