<b>5 Gennaio 2003</b> – Oplà! Sparita, per un sortilegio del mago Girolamo, la -bionda- che stavamo fumando, con un'espressione alla Humphrey Bogart nella scena dell'addio di Casablanca. Oplà! Spariti, a causa del colesterolo, gli artusiani manicaretti che allietavano i nostri sibaritici appuntamenti col ristoratore di fiducia. Oplà! Sparite, per colpa dell'etilometro, le nostre baudelairiane degustazioni di vini nella enoteca scovata dopo proustiane ricerche e ripetuti assaggi. Oplà! Sparito, per non finire allo Spielberg, l'immancabile spinello che, chissà come, ci ritrovavamo tra le dita il sabato sera. Oplà! Sparite, come nostalgicamente raccontava Pasolini, le lucciole dai prati, ma sparite anche le loro più carnali, o carnose, consorelle dai marciapiedi delle città. Di sparizione in sparizione ecco maturare in noi l'omerico progetto di trasferirci sulle favolose coste della Libia dove i lotofagi, incuranti degli ammonimenti salutistici di Zio Girolamo e, al riparo dalle rappresaglie della legge Fini, si nutrono unicamente dei frutti del loto, col risultato, non disprezzabile, di fluttuare in un empireo di voluttà, senza più il ricordo delle file ai caselli autostradali, le riunioni di condominio, le feste a pranzo dalla suocera, il regalo per l'amante e quello per la moglie, le ripetizioni di greco per il figlio playstationdipendente e la liposuzione per la figlia over size, e last but not least, quel maledetto fagotto con la mondezza da dover buttare, tutte le mattine, nel cassonetto che, immancabilmente, o è pieno, ed allora restiamo come civette sul mazzuolo, o è incastrato, ed allora ingaggiamo un corpo a corpo con quei duecento chili di lamiera unta. Ma, come tutti ben sanno, "partire è un po' morire" e con alcuni voli charter si corre il rischio di morire del tutto. Ed allora, vinti ma non domi, restiamo, come Akab sul cassero, in vigile attesa che Moby Dick affiori, restituendoci quel -gusto della vita- che se ne è andato con l'ultima Camel. Il disordine dà qualche speranza, l'ordine nessuna.ma, ecco il tristo aforisma contraddetto! La -perfida Albione- si trasforma in -Albione il pusher- e noi, come John Belushi nell'Ape da una tonnellata, gli diamo il cinque e aspettiamo l'offerta. Possiamo scegliere tra un latte ricco di melatonina, ormone prodotto naturalmente dalle mucche, per combattere l'insonnia e gli effetti del jet lag, ed un gelato arricchito con estratti di orchidea che renderebbe felici e di buonumore, oppure deliziare il palato con cioccolata e biscotti arricchiti di ingredienti anti-stress che aiutano a rilassarsi. Sembra incredibile, ma è vero! Questo è il nuovo trend dell'industria alimentare britannica, che sta sviluppando una serie di prodotti studiati per migliorare la salute psicologica e il benessere dei consumatori. L'interesse verso i cosiddetti "feel good foods" è dettato dalla riduzione delle vendite dei prodotti, considerati poco salutari, registrata dalle grandi marche negli ultimi tempi. Nihil novi sub sole! Da Noè con il suo vizietto di alzare il gomito, a Vasco che si esibisce con una maglietta pro cannibis.il mondo gira sempre allo stesso modo. Proibite proibite, qualche cosa resterà: un biscotto anti-stress, una cioccolata dopata, un latte alla Timothy Leary.
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