SANITÀ. LUCA COSCIONI TRASCINA LA ASL IN TRIBUNALE (RadioRadicale.it)

<b>2 Febbraio 2004</b> – Luca Coscioni è uno dei leader della battaglia per la libertà di ricerca scientifica in Italia. Nonostante sia ammalato di sclerosi laterale amiotrofica, qualche anno fa ha fondato l'associazione che porta il suo nome ed è stato eletto presidente di Radicali Italiani. Il suo è un impegno per i diritti di milioni di malati che attraverso la clonazione terapeutica potrebbero trarre miglioramento. Negli ultimi mesi, oltre alle battaglie politiche, Coscioni ha avviato un'azione giudiziaria contro i disservizi, spesso a carico di malati molto gravi, dell'azienda sanitaria locale di Terni. Il 7 luglio dell'anno scorso il giudice per l'udienza preliminare Silverio Tarufo ha accolto la richiesta del pubblico ministero Calogero Ferrotti ed ha disposto il rinvio a giudizio di tre persone. Il capo di imputazione è «omissione e rifiuto di atti d'ufficio». <b>Il fatto</b>. L'Azienda Usl numero 4 di Terni dovrebbe assicurare il servizio di fisioterapia domiciliare per i pazienti gravi e quelli impossibilitati a raggiungere le strutture ospedaliere. «Nel mio caso – spiega il presidente di Radicali Italiani – un fisioterapista dovrebbe recarsi presso il mio domicilio almeno tre volte a settimana. Saltare anche una sola seduta significa far regredire lo stato di elasticità del mio apparato muscolare, causando molta soffernza per i giorni successivi». Di fatto l'azienda sanitaria provvede al servizio domiciliare, in un comprensorio di oltre 40.000 abitanti, con due soli fisioterapisti. Quattro sono i fisioterapisti che lavorano nella struttura fissa dell'Ospedale di Orvieto, cinque quelli che lavorano nella struttura fissa del distretto. I responsabili dell'azienda, più volte cercati e sollecitati, non hanno mai ritenuto di dovere apprestare rimedi a questa situazione. Alla fine Coscioni li ha denunciati.<p><b>Il processo</b>. Il 7 luglio 2003 il giudice per l'udienza preliminare Silverio Tarufo ha accolto la richiesta del pubblico minitero Calogero Ferrotti ed ha disposto il rinvio a giudizio dell'ex direttore generale della Asl Marco Aurelio Lombardelli, del direttore del distretto numero 3 di Orvieto Remo Romoli e del responsabile del servizio di assistenza domiciliare fisioterapica Giovannino Marchino. Il capo di imputazione è «omissione e rifiuto di atti d'ufficio». Gli imputati avrebbero «omesso in concorso tra loro, e nell'ambito delle rispettive attribuzioni, ogni provvedimento necessario a garantire con continuità l'erogazione del servizio di fisioterapia domiciliare in favore del presidente di Radicali Italiani Luca Coscioni, affetto da una grave forma di sclerosi laterale amiotrofica». La prima udienza del processo si è tenuta dinanzi al Tribunale di Orvieto il 13 novembre 2003. In quell'occasione è stata sentita una dipendente dell'azienda sanitaria che svolge il lavoro di fisioterapista ed ha in cura il presidente di Radicali Italiani. La donna ha spiegato quali sono le difficoltà per assistere tutti coloro che presentano patologie di questo tipo ed ha spiegato che la fisioterapia praticata, pur non avendo lo scopo di guarire la malattia, è finalizzata ad evitare l'insorgere di ulteriori complicazioni. Nell'udienza successiva, che si è svolta nel mese di gennaio, sono stati sentiti lo stesso Coscioni, che si è espresso attraverso un sintetizzatore vocale, e la moglie Maria Antonietta.

<i>Roberta Jannuzzi</i>