di Dimitri BUFFA </i>
<b>5 maggio 2004</b> – Perché intervistare Luca Coscioni? Perché Luca Coscioni è diventato suo malgrado un simbolo della lotta contro l'oscurantismo all'italiana. Costretto da alcuni anni a vivere senza poter più muovere un muscolo dalla malattia che lo ha colpito ancora giovane, sclerosi laterale amiotrofica, un bel giorno si è messo a fare politica con il Partito radicale. Tutto ciò gli ha dato una speranza anche per guarire da una malattia che si suppone possa essere curata se in Italia andranno avanti quelle ricerche sulle cellule staminali e sulla clonazione terapeutica che invece una normativa, che persino un sottosegretario agli Esteri dell'attuale governo (Margherita Boniver) ha definito "legge burqa", proibisce espressamente. Così come di fatto proibisce la fecondazione medicalmente assistita in Italia che potrà se del caso svolgersi solo con restrizioni tali (ad esempio usando solo tre ovuli e poi basta) da consigliare le coppie sterili a fare un triste turismo della sanità in Inghilterra o in Israele o in qualsiasi altro stato d'Europa più laico del nostro. Che di questi tempi non è difficile trovarne.
<b>I Radicali italiani hanno appena iniziato a raccogliere le firme per un referendum abrogativo della famigerata legge sulla fecondazione assistita. Che speranze ripone lei in questa iniziativa?</b>
Le speranze che ripongo sono quelle legate alla concreta possibilità che al più presto tale legge venga abrogata. Rileggo la legge e sono fortemente convinto che l'abrogazione è necessaria. Tale legge non ha niente a che fare con il concetto di democrazia dove in questa legge la sovranità che appartiene al popolo non è laicamente esercitata dagli eletti a rappresentarlo.
<b>La legge proibizionista voluta da questo governo ma non ostacolata, quando non votata, da gran parte dell'opposizione, ha creato in Italia e all'estero un nuovo mercato nero, quello degli embrioni. E quello delle gravidanze assistite. Come finirà questa storia?</b>
Non sono colpite solo le coppie con problemi di infertilità, ma anche coppie fertili con malattie genetiche, come ad esempio la talassemia, la fibrosi cistica o le lesioni midollari. Basti pensare che solo i talassemici sono 3 milioni, di cui un milione e mezzo in età riproduttiva. La legge numero 40 del 2004 sulla procreazione assisfita incide pesantemente proprio sui portatori di patologie. Con il divieto di diagnosi pre-impianto, viene loro di fatto impedito l'accesso alle tecniche di fecondazione. Quindi le coppie con i soldi andranno all'estero, le altre non hanno speranze; le coppie con problemi di infertilità saranno condannate al "turismo procreativo", unica alternativa a tale legge illiberale, liberticida e crudele.
<b>Perché le cellule embrionali dovrebbero essere più efficaci di quelle adulte staminali?</b>
Si tratterebbe di un atto di civiltà e di responsabilità, come la storia della ricerca scientifica ci insegna, non escludere in modo aprioristico un percorso di ricerca senza che questo possa avere in prospettiva conseguenze negative per il progresso scientifico e per le sue applicazioni in campo biomedico. La donazione terapeutica apre frontiere molto promettenti, che è necessario e indispensabile esplorare per verificare quale sia la fonte migliore di approvvigionamento di cellule staminali per il trattamento di diverse patologie. Limitare la ricerca alle sole cellule staminali adulte e un errore strategico gravissimo, che potrebbe avere conseguenze disastrose qualora questa fonte non si rivelasse la più adatta. Oggi la libertà e la democrazia, la libertà della ricerca scientifica, sono in pericolo a causa di integralismi religiosi.
<b>Perché secondo lei la Chiesa fa volutamente confusione tra donazione terapeutica e donazione umana tout court?</b>
Perché per la Chiesa è sempre una deviazione della scienza senza valori. Non posso sostenere coloro che, come monsignor Elio Sgreccia, vicepresidente della Pontificia accademia per la vita (l'organo vaticano che si occupa di bioetica), sostengono che sul piano della dottrina etica la donazione è un illecito tra i più gravi in fatto di riproduzione umana e la considerazione che la donazione cosiddetta terapeutica sia ugualmente illecita, anzi per certi aspetti peggiore, perché presuppone la riproduzione di un embrione nello stadio di blastocisti avanzato, e in secondo luogo c'è la soppressione per prendere staminali. Dunque per l'organo vaticano si tratta di una procedura carica di illeciti: due delitti in uno.
<b>Non avete paura che tutti questi sforzi per raccogliere le 500 mila firme necessarie possano venire vanificati dalla giurisprudenza della Corte Costituzionale, sempre incline a farsi organo politico più che di garanzia?</b>
Il rischio c'è ma noi non possiamo rischiare di non correre il rischio che questo accada.
<b>Come vive oggi il cittadino Luca Coscioni? Che speranze ha di guarigione?</b>
E' come se vivessi un'altra vita in un corpo che non posso controllare. E' cambiato il mio modo di vedere, di ascoltare, di respirare, di parlare. Almeno, un anno fa, potevo assaporare del cibo attraverso la lingua. Ora è come se fosse presa da una morsa che le impedisce di muoversi. Ora non passa più cibo ne' acqua dalla mia bocca. Sono nutrito da un foro praticato all'altezza dello stomaco. La mia speranza di guarigione è oggi semplicemente quella di gettare basi solide per consentire che la ricerca possa fare il suo giusto corso per riappropriare il corpo dei malati di una possibilità di vita concreta.
<b>Quanto è importante la sua battaglia e l'associazione che porta il suo nome per la sua vita privata? </b>
E' molto importante per me la battaglia, perché la mia vita privata oggi coincide con quella pubblica, quindi con quella dell' Associazione che porta il mio nome.
<b>Cosa ha provato quando alcune forze politiche hanno accusato i radicali di strumentalizzare lei come malato?</b>
Ho provato molta rabbia perché ero stato io a cercare il Partito Radicale e non il contrario.
<b>Prima della malattia lei era un maratoneta, adesso la maratona a ostacoli continua per fare diventare l'Italia uno stato laico. Quale dei due agoni l'ha impegnata di più?</b>
La maratona più difficile che io abbia mai corso è quella attuale, cioè la battaglia per la libertà di ricerca scientifica.
<b>Come conobbe Marco Pannella? Ricorda quel giorno? </b>
Non dimenticherò mai il giorno in cui gli occhi cerulei di Marco hanno incontrato i miei. Eravamo a Chianciano Terme, nel dicembre del 2000, durante i lavori del Comitato di coordinamento dei radicali a cui partecipavo perché vincitore delle prime elezioni on line dei radicali.
<b>Che ne pensa dell'informazione tv in Italia?
Che impressione ebbe quando flnabnente fu ospitato da Vespa? </b>
L'informazione tv pubblica e privata in Italia è illegale. Io sono stato cancellato dal programma di Vespa, infatti non ho mai partecipato alla trasmissione se non con un passaggio flash nell'ambito della maratona di Telethon nel quale non ho potuto replicare alle parole del ministro della Salute Sirchia presente tra gli altri ospiti, in studio.
<b>Pensa che gli italiani siano sensibili a questa tematica della fecondazione assistita? Non crede che si rischi di non raggiungere il quorum al referendum?</b>
I divieti imposti dalla legge n.40 del 2004, schiavi di ideologie religiose, si contrappongono alla volontà del 65% degli italiani a quella del 55% degli europei, favorevoli alla donazione terapeutica. Per ora è per noi necessario raggiungere l'obiettivo della tranquillità delle 600.000 firme, poi si vedrà.
<b>I Radicali Italiani sono stati accusali dagli alleati laici come Antonio Del Pennino e Chiara Moroni di avere precipitato troppo le cose e di avere in pratica deciso da soli le modalità di presentazione del quesito referendario. Di ciò si è anche parlato nell'ultima Convention. Qual è la sua opinione in proposito?</b>
Credo che dopo un'attenta riflessione possano certamente aver compreso. Ma ciò non esclude che tale campagna referendaria possa essere sostenuta da qualsiasi altra forza politica e sociale. Noi abbiamo semplicemente dato il via, per evitare possibili tempi morti che avrebbero potuto compromettere la tempestività dell'iniziativa.
<b>Infine, L'opinione le chiede di lanciare dalle sue colonne un appello a tutti gli italiani laici a proposito di questa legge del referendum che dovrebbe abrogarla. </b>
Firmate per il referendum affinché la corsa per la fine della sofferenza non si arresti, in Italia, dinanzi allo scempio di una legge, la legge 40 del 2004, che ci condanna a morte, che cancella i nostri corpi, che distrugge i nostri spiriti. Non possiamo accettare, noi malati, che viviamo mesi come anni, di essere solo comparse in un teatro ad una sola voce, che vuole la scena animata solo da una sorta di cecità e da una solitudine interiore che contrasta profondamente con la nostra visione della vita, della possibile vita che sta per esserci sottratta. I tempi della scienza non coincidono con quelli delle nostre esistenze, delle nostre malattie, delle nostre umane debolezze. Rivolgo un appello ai cittadini italiani, ai cittadini europei e non solo, di non subordinare i tempi della scienza a quelli dei principi religiosi; di non mortificare, di non crocifiggere corpi ed anime, di milioni di persone, in nome di una vita generica, lasciando calpestare le vite concrete.