BOSSI, ANNIBALE E LE LUMACHE

<b>2 Marzo 2004</b> – Nell'introduzione di una sentenza pronunziata a Macon nel 1481, si fa riferimento al danno portato dalle lumache e si prescrive che i preti si portino sui luoghi invasi da esse, perché, invocando la misericordia di nostro Signore Gesù Cristo, l'aiuto dell'Altissimo, della gloriosa Vergine Maria e di tutti i santi esorcizzan­do ordiniate e ammoniate per una, due e tre volte che le lumache si astengano da ogni tormento inflitto al popolo, dal rodere, devastare, portare danno e nocumento ai cereali e alle erbe, ai campi, alle culture, ai virgulti con le loro secrezioni. E se per istigazione di Satana non obbediranno a tale ingiunzione… le malediciamo e scomunichiamo.
La leggenda vuole che Amilcare, la notte della partenza, abbia chiesto al figlio di giurare odio eterno nei confronti di Roma e sempre secondo la leggenda questo giuramento sarebbe alla base di tutta la storia futura di Annibale e della furia con cui combatté Roma e i Romani. Nella sua campagna contro Roma perse un occhio e anche due fratelli, Asdrubale e Magone.

Cosa hanno in comune Bossi, Annibale e le lumache? No, non sono