Nel pomeriggio Silvio Viale ha reso noto che la Direzione Aziendale, dopo una “probabile triangolazione tra Corso Spezia, Palazzo Lascaris e un deserto africano”, ha sospeso dal servizio immediato il Dott.Silvio Viale, responsabile del Servizio Unificato di IVG e noto per la tenacia con cui per un decennio si è battuto per la legalizzazione della RU486.
La sospensione di 25 giorni giunge a oltre una settimana dai fatti che l’avevano visto protagonista di una veemente discussione con una caposala dopo che era stata già fissata la seduta della Commissione di Disciplina per il 2 novembre prossimo.
A riguardo Silvio Viale ha rilasciato la seguente dichiarazione:
“Si tratta di una porcata, un tentativo di suggerimento anticipato per la commissione disciplinare, un provvedimento che limita il mio diritto di difesa. Su tutta la vicenda ho mantenuto uno scrupoloso segreto professionale e aziendale, ma non posso accattare in silenzio questa strumentalizzazione, perché è pacifico che il contrasto riguardasse disposizioni relative a delle IVG oltre il 90° giorno, che si svolgono in reparto e non al day hospital, dopo una settimana di tensioni conseguenti a disposizioni organizzative non mie, che erano state percepite come ingiuste da buona parte del personale. Mi auguro che la mia sospensione non abbia ripercussioni nei confronti delle donne e della messa a disposizione della RU486 per tutte le indicazioni dell’AIFA. Chiedo scusa alle donne che non potò assistere in questo periodo. Mi pare, infine curioso che chi ha deciso la sospensione dichiari di volere garantire un rasserenamento del clima aziendale, che in questi dieci giorni non ha affatto risentito dell’episodio, ma continua a persistere di motivazioni proprie e del tutto estranee alle mie vicende. La mia sospensione cautelare non era affatto obbligatoria, ma la si è voluta mettere in campo per esasperare il clima e mandare un segnale a coloro che, pur leali nei confronti delle scelte della Direzione, osano manifestare qualche critica.”