A dichiararlo è l’esponente radicale Silvio Viale, membro delle Direzioni Nazionali di Radicali Italiani e dell’Associazione Luca Coscioni. Commentando la singolare specularità delle critiche dello Stato della Cina Popolare e di quelle dello Stato del Vaticano agli accademici svedesi.
Silvio Viale ha poi proseguito:
“Identiche le critiche e identiche le soluzioni. La Cina dovrebbe liberare Liu Xiaobo.e il Vaticano dovrebbe permettere di liberare l’Italia dai vincoli della legge 40. Il punto comune è molto semplice e riguarda la libertà dai vincoli ideologici e religiosi che le autorità cinesi e le gerarchie vaticane impongono alla società. Disperando, per ora, nella Cina mi piacerebbe che il Vaticano prendesse atto che la libertà implica il pluralismo etico come diritto umano.”
Torino, 8 ottobre 2010.