Cronistoria del deposito di trenta testamenti biologici al Comune di Rimini

Vorrei condividere con voi l’emozione che ho provato nell’atto della consegna dei testamenti biologici. Faccio una piccola cronistoria della giornata che ci ha visto protagonisti.

Consegnati i testamenti raccolti.
Martedì 30 giugno 2009 ho protocollato i testamenti biologici,30, raccolti dall’ iniziativa di Articolo TrentaDue, Associazione Coscioni, Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti circolo di Rimini, Chiesa Valdese Evangelica di Rimini.
La mattina mi sono svegliato emozionato.
Affrontate poi le emergenze lavorative sono partito con meta i ritardatari che avevano chiesto di presentare il loro testamento. Qualcuno me lo ha addirittura lasciato in consegna al bar sotto casa sua, non volevano mancare con la loro testimonianza e il loro testamento biologico a un’appuntamento così importante, nonostante gli impegni lavorativi.
Bene, raccolti gli ultimi 4 per arrivare a 30.
Di tutti avevo fatto già in precedenza le copie e ordinati in una cartellina. Una bella quantità, superiore alle aspettative.
Le tre serate di assistenza alla compilazione hanno permesso a molti cittadini di riflettere e prepararsi alla compilazione. Queste serate sono state molto istruttive e insolite. Diversi sono stati gli atteggiamenti dei convenuti.
Generalmente i più giovani compilano il testamento proposto con uno spirito di partecipazione all’ iniziativa e accettando il modulo sottoposto anche se sono frequenti le osservazioni.
Un atteggiamento diverso si riscontra in chi è più maturo di età. La loro compilazione è molto attenta e le volontà sempre personalizzate, molta attenzione è data alle persone indicate per rappresentare le loro volontà se necessario.
In diversi, arrivati decisi per la compilazione, hanno invece scelto di riflettere ancora sulla questione.
Il dover compilare materialmente il testamento è un esercizio molto particolare ed è stato per tutti cosa ben diversa dalla teoria. Per esempio la semplice possibilità di donare il proprio corpo alla scienza ha lasciato un poco interdetto anche me oltre ad alcuni altri.
Un semplice episodio successo il giorno prima del deposito mi ha fatto sentire tutta l’arretratezza della realtà italiana in cui viviamo. Parlando con una giovane ragazza tedesca dell’ iniziativa riminese mi sono sentito rispondere che i suoi genitori a 50 anni hanno steso dal notaio il loro testamento di fine vita e lo hanno consegnato alle figlie. In Germania, ha detto, questa è ormai una consuetudine.
Torniamo alla mattina della consegna.
L’ufficio protocollo di piazza Cavour, all’oscuro dell’iniziativa, dopo una prima richiesta di chiarimenti è stato poi molto disponibile ed efficiente. Abbiamo insieme ordinato i testamenti, diviso gli originali dalle copie e vidimati con il timbro del Comune. La responsabile del protocollo mi ha chiesto di tornare più tardi per avere il tempo materiale per eseguire le operazioni necessarie. Nell’ ora di attesa ho contattato i riferimenti dei giornali locali e ho informato dell’ iniziativa in corso. Si sono dimostrati tutti molto interessati.
Alle 12,30 ho ritirato il modulo con l’elenco del protocollo, fatte alcune foto con il giornalista del corriere di Rimini, mi sono attardato un attimo a parlare della iniziativa.
Il pomeriggio è stato poi ancora impegnativo. Rientrato in azienda per svolgere le mansioni arretrate ho ricevuto diverse telefonate da parte dei giornali che chiedevano informazione sui percorsi e l’iniziativa. Devo dire che questa attenzione è stata inaspettata e forse abbiamo sottovalutato l’impatto sulla città di una iniziativa così concreta e puntuale. Questi mesi di lavoro hanno creato attesa e interesse sulla iniziativa.
Ora come adempimento mi rimane il compito di trascrivere il numero di protocollo e la data sulle copie dei testamenti in mio possesso e riconsegnarli alle persone che hanno dato corpo alla iniziativa permettendola offrendo se stessi come strumento di laicità e libertà.
Il fare spesso ti distrae delle emozioni. Per noi questo atto della consegna è parte di un percorso costellato da azioni per arrivare poi alla affermazione di un diritto.
La nostra presa di coscienza di questi diritti è un merito da riconoscere a tutte quelle personalità che con le loro azioni ci hanno permesso di costruirla, che ha loro è costato ostracismo e nel più dei casi dolore e agonia; con il loro corpo inerme sono stati macigni delle coscienze ed eroi loro malgrado.
Nei prossimo giorni provvederò a consegnare agli amici personalmente i documenti ed ad inviare per posta i testamenti biologici di tutti quei cittadini conosciuti una volta e che hanno ritenuto loro compito partecipare attivamente e lavorare con tutti noi per rivendicare la propria e altrui autodeterminazione, un diritto di libertà e civiltà riconosciuto dalla nostra costituzione.
Per quanto mi riguarda mi ritengo fortunato essere parte di questo.

Ivan Innocenti