Aborto/Viale: obiezione è tallone di Achille legge 194.

Dopo aver spulciato la Relazione annuale al Parlamento sull’attuazione della legge 194/78, resa nota oggi dal ministro Turco, Silvio Viale (ginecologo radicale, Direzione Associazione Luca Coscioni) e Giulio Manfredi (giunta segreteria Radicali Italiani) hanno dichiarato:

"Praticare aborti è un lavoro difficile che si evita, non essendo obbligati ed essendo più gratificante fare altro. L’aborto, a trent’anni dalla sua legalizzazione, rimane un tabù; tante polemiche ma la sua pratica è messa ai margini della sanità: nessun aggiornamento (seppur previsto dalla legge 194), niente ricerca scientifica. Eppure i dati confermano che la vera prevenzione l’hanno fatta gli operatori nei reparti di ginecologia ed ostetricia.

L’aumento delle IVG delle donne extracomunitarie è conseguenza dell’aumento nel nostro paese delle donne non italiane in età riproduttiva: aumentano i loro aborti ma aumentano anche i loro parti.

L’introduzione in Italia della RU486 rimane il banco di prova del nuovo governo di centrodestra: rimarrà neutrale o si farà incantare dalla sirena Roccella?

Rispetto al ministro Turco in scadenza, dobbiamo riconoscerle due meriti: ha reso nota la Relazione con solamente due mesi di ritardo rispetto a quanto previsto dalla 194; rispetto ai dati sull’obiezione di coscienza, è riuscita a fornire finalmente dati aggiornati. Rimane un grosso punto interrogativo: in Basilicata, la percentuale dei ginecologi obiettori risulterebbe del 44%; in realtà è il doppio!

Ci troviamo di fronte a un’eccezione (peraltro denunciata da noi radicali da almeno due anni) o la non verifica dei dati costituisce la regola per tutte le altre regioni?

Ministro Turco, vada negli ospedali lucani e verifichi come stanno veramente le cose; sarebbe un bel modo per terminare degnamente il suo mandato.".

N. B. La Relazione sull’attuazione della legge 194/78 è disponibile su: http://www.ministerosalute.it/