La Cellula "in azione"In prima linea dalla vita autonoma all’eutanasia, dalla droga al diritto ad un aborto sicuro e legale. Una Cellula Coscioni in più fa la differenza.
"Porto la voce di mio marito. Mio marito necessita di una persona accanto, che lo guardi, e di tre persone per sollevarsi: c’è bisogno di assistenza". Questo in sintesi l’intervento particolarmente gradito di Amalia Ayroldi, moglie di un malato di SLA, durante l’inaugurazione della cellula Coscioni di Francavilla Fontana (prima cellula di Puglia), tenutasi il 2 marzo scorso, alla presenza di Maria Antonietta Farina Coscioni. Grande riscontro mediatico con l’intervento di numerose emittenti televisive regionali e di tutti gli organi di stampa locali.
Hanno peraltro partecipato politici di destra e sinistra e alcuni hanno preso la parola. Tra questi, il Sindaco ha portato il saluto della cittadinanza alla cellula, mentre l’On. Vitali (FI) si è dichiarato contrario alla legge 40 nella parte in cui vieta la ricerca sulle cellule staminali embrionali ed ha anche coraggiosamente affermato "oggi ci si scandalizza nel sentir dire che esiste l’eutanasia clandestina, un po’ come accadeva per l’aborto 30 anni fa; invece io sono convinto, lo so che esiste l’eutanasia illegale". Sono intervenuti anche l’assessore provinciale Concetta Somma (PD) e il consigliere comunale Gabriele Lippolis (PD) e l’avv. Carlo Tatarano (PD, neoiscritto alla cellula); quest’ultimo ha sostenuto che "l’essenza di questa associazione è nel diritto di non subire e affermare certezze. C’è la mia incondizionata partecipazione come cittadino in tutte le forme, anche quelle più da trincea".
Come ha detto Maria Antonietta, "Siamo un’associazione politica, che porta questi problemi nel vivo della battaglia, come voleva Luca".
La nascita di questa cellula è il risultato di un cammino di due anni nel corso dei quali anche la cittadina di Francavilla Fontana (e in generale il territorio jonico-salentino) ha conosciuto le tematiche coscioniane. Il germe delle nostre battaglie si è dunque inserito in un territorio fino ad ora impermeabilizzato da una classe politica ben attenta a non affrontare temi fastidiosi alle menti benpensanti del luogo e a qualche leader da pulpito.
La vicenda di Piergiorgio Welby è senza alcun dubbio quella che ci ha visti impegnati in prima linea, con la veglia insieme alle altre 60 piazze d’Europa, con la raccolta di centinaia di firme di amministratori, consiglieri di destra e sinistra e cittadini comuni a favore della indagine conoscitiva sull’eutanasia clandestina. Sui temi di fine vita sono state organizzate decine di incontri con medici, professori, sacerdoti e politici e si è potuto dibattere per la prima volta su di un punto così spinoso, grazie alla presenza in più occasioni di Mina Welby. Così come per la prima volta si sono potuti affrontare argomenti tabù in una realtà abituata ad un silenzio osceno sul vissuto di tutti noi, abituata ad affrontare con l’ideologia questioni come la droga; su questo si è ingaggiato un duro e continuo scontro-confronto con i capi d’istituto delle scuole superiori, come anche sull’aborto: si è lanciato un appello ritenendo che l’unica soluzione nella strada della definitiva sconfitta del flagello dell’aborto consiste nell’informazione sessuale tra i ragazzi, abbandonati come sono a fare da soli e a sentirsi dire solo cosa è giusto o sbagliato, mai a ricevere fiducia nella libertà di scelta.
Il diritto alla vita autonoma dei malati è stato argomento di discussione ed ha visto il nostro intervento anche per la dotazione dei comunicatori necessari per i malati che sono ad oggi privati del diritto di parola. Su questo si è chiesto un impegno formale e concreto da parte della Regione Puglia in occasione della conferenza Stato- Regioni del 20 marzo.
Questi sono stati i cardini su cui si è basata la crescita di questa cellula, oggi visibilmente conosciuta e riconosciuta, tanto da divenire interlocutore dei rappresentanti politici quanto delle scuole. Svariate le proposte laiche che sono oggi sul tappeto: oltre a quelle sopra citate, va ricordata la richiesta di istituzione della sala del commiato laico a Francavilla e nelle realtà locali, come quella di installare distributori di preservativi e di fare informazione sessuale nelle scuole. Proprio nei giorni conclusivi di marzo è previsto la organizzazione di un tavolo nei pressi del Liceo Classico con un test conoscitivo sui metodi contraccettivi da sottoporre agli studenti, la distribuzione del materiale informativo sulla pillola del giorno dopo e la consegna di preservativi.
Al termine della iniziativa inaugurale si è proceduto alla votazione della mozione (visionabile sul sito http://old.associazionelucacoscioni.it/cellulafrancavillafontana insieme a tutti i contatti utili della cellula) e alla elezione di Sergio Tatarano come Presidente e Mariangela Gallù (neoiscritta di appena 20 anni) come Tesoriera.