Aborto minore/Pordenone – Viale: “Nessun obbligo di aborto. L’ordine intervenga per censurare l’avvocato.”

Silvio Viale, ginecologo al S.Anna di Torino e membro di direzione dell’Associazione Coscioni, interviene sul caso della minore che non vuole abortire, nonostante il parere contrario dei genitori:

"In Italia non c’è l’obbligo di aborto, nemmeno per una ragazza minorenne. Senza richiesta scritta della persona interessata (art.12) non si apre nemmeno alcuna procedura per l’IVG, a meno che vi sia un imminente pericolo di vita per la donna, che non è il caso della minore di Pordenone. Sono certo che i colleghi, che hanno dovuto affrontare il caso, abbiano attivato tutte le risorse necessarie per assistere la minore nella sua scelta e nel proseguo della gravidanza. Ritengo, invece, ingiustificabile il comportamento di chi ha diffuso la notizia e, se sarà confermato che si tratta dell’avvocato, l’Ordine dovrà intervenire e la magistratura dovrà valutare il suo operato ai sensi dell’art. 21 della legge 194.

In ogni caso, la volontà della minore deve essere accolta, qualunque sia la sua decisione finale e ogni ripensamento dovrà essere valutato. Se la "capacità di agire" di acquisisce a 18 anni, con la maggiore età, la "capacità di discernimento" si acquisisce molto prima e a 14-15 anni un minore può decidere per se stesso e deve essere informato delle procedure mediche. La necessità di acquisire il consenso dei genitori non può essere in contrasto con i desideri e gli interessi del minore e non può comportare un obbligo di trattamento, ma solo un consenso dei genitori al trattamento. Per quanto riguarda l’IVG, nel 68,6% l’assenso è dato dai genitori (l’83% in Friuli-Venezia-Giulia), nel 30 % è dato dal giudice, che emancipa la ragazza a decidere, (16,7% in Friuli-Venezia-Giulia) e nel 1,5% non è necessario per urgenza o per motivi terapeutici (nessun caso in Friuli-Venezia-Giulia nel 2005).

Infine, occorre ricordare che per la legge l’emancipazione sessuale si acquisisce a 14 anni e che anche in caso di gravidanza, con tutti gli opportuni accertamenti, la minore ha il diritto di decidere per se stessa, di scegliere e, anche, di sbagliare, ma la scelta migliore rimane quella che lei fa per se stessa; non è detto che in fututo la consideri poi la migliore, ma questo vale per qualunque scelta."