Dichiarazione di Alessandro Capriccioli e Josè De Falco, membri di giunta dell’Associazione Luca Coscioni
Don Andrea Gallo, fondatore della Comunità San Benedetto, ha così commentato i fatti legati al recente suicidio del ginecologo di Genova: "Al centro di tutto rimane il principio dell’autodeterminazione della donna. (…) La legge 194 è passata attraverso un referendum (…) Sembra che al di fuori dell’etica cattolica non possa esistere alcuna etica, questo non può reggere".
Non è un caso che sia proprio un prete "di strada", cioè un sacerdote che si confronta e vive quotidianamente con le persone e con i loro problemi, ad assumere una posizione di questo genere.
Solo chi opera quotidianamente lontano dai palazzi del potere (nel caso di specie uno dei più forti, qual è quello vaticano) poteva trovare la forza e la lucidità di denunciare la degenerazione di un clero balbettante (se non del tutto silente) nei confronti della violazione dei diritti umani; siano essi quelli dei monaci tibetani o quelli delle donne del nostro paese.
L’Associazione Coscioni saluta quindi le parole di Don Gallo come un segnale importante: non tutto il mondo cattolico, a quanto pare, è disposto ad allinearsi supinamente sulle posizioni integraliste dei vertici vaticani, né a sottoscrivere il loro tentativo di alimentare una fittizia e strumentale divisione del paese tra cattolici e non cattolici, finalizzato alla conservazione di un monopolio sulle coscienze delle persone.
Non è un caso che sia proprio un prete "di strada", cioè un sacerdote che si confronta e vive quotidianamente con le persone e con i loro problemi, ad assumere una posizione di questo genere.
Solo chi opera quotidianamente lontano dai palazzi del potere (nel caso di specie uno dei più forti, qual è quello vaticano) poteva trovare la forza e la lucidità di denunciare la degenerazione di un clero balbettante (se non del tutto silente) nei confronti della violazione dei diritti umani; siano essi quelli dei monaci tibetani o quelli delle donne del nostro paese.
L’Associazione Coscioni saluta quindi le parole di Don Gallo come un segnale importante: non tutto il mondo cattolico, a quanto pare, è disposto ad allinearsi supinamente sulle posizioni integraliste dei vertici vaticani, né a sottoscrivere il loro tentativo di alimentare una fittizia e strumentale divisione del paese tra cattolici e non cattolici, finalizzato alla conservazione di un monopolio sulle coscienze delle persone.