Silvio Viale, ginecologo e membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani e della Direzione Nazionale dell’Associazione Luca Coscioni, ha dichiarato quanto segue sulla provocazione di Ferrara.
"Un’altra ignobile speculazione, dopo il Klinefelter che non ha. E’ ormai chiaro come Ferrara sia disposto qualsiasi bassezza pur di promuovere la sua lista e la sua strampalata moratoria sugli aborti. E’ talmente preso dal suo misticismo fustigatore che non si rende nemmeno conto che quello che è fallito a Genova è proprio il "metodo Ferrara", silenziosamente applicato dal binomio Curia-Burlando. Lo scandalo è che nei principali ospedali genovesi i ginecologi debbano dichiararsi obiettori per potere lavorare. Burlando non può cavarsela con qualche frase di rito: quanto la 194 e l’applicazione della legge siano cari a Burlando, lo dimostra il fatto che persino i dati sull’obiezione di coscienza in Liguria risalgono al 1999.
Tornando a Ferrara, che non ha la sindrome di Klinefelter, voglio dire a Ferrara che non vi è differenza tra le motivazioni di una subrette televisiva e quelle di tutte le altre donne che abortiscono: esse riguardano il proprio lavoro, la propria famiglia, le proprie aspirazioni, le proprie relazioni e, in sintesi, la vita propria e quella dei propri cari. L’aborto per una donna implica tante cose, che Ferrara non vuole e non può capire, perché tra tutte le provocazioni che potrà escogitare c’è ne una che non potrà mai fare, non potrà mai abortire.
La storia di Genova, indipendentemente da quella personale del collega Ermano Rossi, riguarda storie di donne normali e la storia di una legge che non è applicata e che molti vorrebbero applicare proprio contro le donne. Occorre quindi utilizzare l’aggettivo giusto per le provocazioni di Ferrara, che è "ignobile", perché si tratta di una speculazione volgare e indegna per chiunque ami la libertà e la verità. Che donne normali ritengano di dovere ricorrere ad aborti illegali, nell’indifferenza delle istituzioni che dovrebbero garantire l’usufruibilità della legge, è una vergogna per l’Italia sulla quale occorre meditare. Alla fine della storia, non mi stupirei se proprio Ermanno Rossi risultasse essere un eroe positivo."