Dichiarazione di Marco Cappato, Segretario dell’Associazione Luca Coscioni al terzo giorno di digiuno di dialogo con il Ministro Livia Turco per il rinnovo delle linee guida della legge 40
Prevedere che un infermiere possa rifiutarsi di prestare servizio in base ai propri "valori personali" – come fa il nuovo codice deontologico – equivale a un tentativo di vero e proprio sabotaggio dello Stato di diritto. Se dovesse essere ammesso un simile principio di "imposizione di coscienza" sugli altri, un qualsiasi infermiere di una qualsiasi setta o religione potrebbe rifiutarsi di aiutare dei pazienti "peccatori", non solo sull’aborto o sull’interruzione delle terapie, ma anche sull’alcol, sul sesso, sulla carne di maiale o sulla carne il venerdì, o qualsiasi altra prescrizione contraria ai "valori personali".
Sarebbe una vera e propria manna per qualsiasi fondamentalista talebano o vaticano, e un disastro per la salute dei cittadini. Mi auguro che il Ministro Turco provveda ad emanare una circolare urgente a tutte le strutture sanitarie comunicando ciò che ha già spiegato bene il professor Santosuosso: un tipo di obiezione di coscienza del genere è semplicemente illegittima.