Lucania/Aborto. Bolognetti: “Consigliere Latronico, dedichi qualche mese alla lettura del rapporto Kinsey”.

Dichiarazione di Maurizio Bolognetti, Segretario Radicali Lucani
Tocca far presente al consigliere Latronico che all’interno dell’ospedale San Carlo la presenza del Cav è stata consentita per anni, in palese violazione della legge, non garantendo una adeguata privacy alle donne che intendevano avvalersi dell’operato dell’unico medico non obiettore presente all’interno di quella struttura.
Grazie alle nostre denunce(ricordo l’esposto depositato presso la Procura della Repubblica di Potenza a firma Bernardini – Bolognetti) e alla nostra iniziativa politica, da quasi un anno, con saggia decisione, non è più consentito, "nei giorni previsti per la prenotazione e l’espletamento dell’iter per l’intervento di Ivg", ai militanti del Cav di deambulare all’interno dei reparti di ostetricia dell’ospedale San Carlo.
Lo stesso Cav lucano può comunque usufruire gratuitamente di una stanzetta all’interno del nosocomio potentino.
Voglio, inoltre, far presente al consigliere che la Basilicata detiene ancora il record italiano di medici obiettori, con l’ospedale di Lagonegro(PZ) che vanta un primato nel primato, con il 100 per cento di medici obiettori di coscienza all’aborto.
I consultori e gli ospedali, essendo strutture pubbliche, non possono e non devono tollerare al loro interno la legittima militanza antiabortista dei Cav. Gli ospedali e le strutture pubbliche non possono essere trasformati in succursali della Stato Pontificio.
I militanti del Cav se proprio vogliono svolgere la loro missione, lo facciano fuori dalle strutture pubbliche e senza ricevere sovvenzioni surrettizie.
Il consigliere Latronico, da buon integralista, parla sempre e solo di diritti del nascituro, senza mai considerare che l’ultima scelta sulla procreazione deve spettare solo ed esclusivamente alle donne.
La pessima legge 194 ha tirato fuori questo Paese dalle secche dell’aborto clandestino e di massa, determinando un crollo nel numero di aborti.
Ancora una volta affermo che se si ha a cuore una ulteriore diminuzione dell’IGV, occorre agire sul fronte dell’informazione sessuale e contraccettiva, ad iniziare dalle scuole.
E’ anche bene precisare che, contrariamente a quanto potrebbe pensare il consigliere Latronico, il coito interrotto, oltre ad essere rubricato dalla santa sede alla voce peccato, non è un metodo anticoncezionale sicuro, diversamente dal profilattico, dalla pillola, ecc.ecc…
I vari Lapenna, Latronico e compagnia cantando(ora pro nobis) dovrebbero, inoltre, rileggere l’art. 15 della 194 che recita: "Le regioni, d’intesa con le università e con gli enti ospedalieri, promuovono l’aggiornamento del personale sanitario ed esercente le arti ausiliarie sui problemi della procreazione cosciente e responsabile, sui metodi anticoncezionali, sul decorso della gravidanza, sul parto e sull’uso delle tecniche più moderne, più rispettose dell’integrità fisica e psichica della donna e meno rischiose per l’interruzione della gravidanza…Al fine di garantire quanto disposto dagli articoli 2 e 5, le regioni redigono un programma annuale d’aggiornamento e di informazione sulla legislazione statale e regionale, e sui servizi sociali, sanitari e assistenziali esistenti nel territorio regionale."

Magari potremmo immaginare che al fine di prevenire gli aborti, ospedali e consultori, anziché mettere in essere convenzioni con le guardie bianche dei Cav, potrebbero convenzionarsi con organizzazioni che facciano una sana informazione sessuale Intanto, il consigliere Latronico potrebbe farsi pagare qualche mese di ritiro spirituale, a spese della collettività, e leggere con attenzione il rapporto Kinsey.

Applicazione della legge 194 significa anche consentire alle donne lucane che scelgono di particare l’IVG di poterlo fare senza dover emigrare e senza subire il controllo poliziesco ed inquisitorio dei Cav.

Ciò detto, nell’esprimere l’auspicio che il Presidente De Filippo non si appiattisca sulle posizioni di Latronico, mi auguro che questo mio monopolio sulla questione sia presto interrotto da iniziative politiche, e non semplici prese di posizione, da parte di chi ha, o dovrebbe avere, a cuore la difesa della laicità dello Stato, degli ospedali e dei consultori pubblici.

Da Basilicatanet, 20 gennaio 2008
ABORTO, INTERROGAZIONE DI LATRONICO (FI)
(ACR) – Il capogruppo di "Forza Italia verso il Pdl" in Consiglio regionale, Cosimo Latronico, ha presentato una interrogazione al presidente della Giunta De Filippo per sapere "se il governo regionale non ritenga allarmante il dato che riferisce il numero degli aborti praticati legalmente in Italia e quali siano le motivazioni secondo le quali nella nostra regione i consultori familiari e le strutture ospedaliere non possano avvalersi dei servizi di assistenza offerti dai Cav. Latronico ricorda che "i consultori familiari dovrebbero svolgere attività di informazione e di assistenza alle donne in stato di gravidanza, allo scopo di contribuire a far superare le cause che potrebbero indurre all’interruzione della gravidanza", e che "però, secondo i dati forniti da recenti indagini, in Italia sarebbero stati praticati nel solo anno 2007 circa 140.000 aborti, denotando in modo inequivocabile il sopravvento delle decisioni che portano all’interruzione della gravidanza"."In molte Regioni italiane – afferma ancora Latronico – il servizio offerto dai consultori familiari è coadiuvato dai Centri di Aiuto alla Vita (Cav), associazioni di volontariato che offrono assistenza alle donne in gravidanza e alle mamme in difficoltà al fine diffondere la cultura per la vita nascente". La presenza dei Cav nelle strutture ospedaliere – conclude – prevista dalla legge 194/78, di fatto contribuisce in maniera sostanziale a concretizzare le finalità della stessa legge".