Ricerca scientifica/la riprogrammazione cellulare di Shinya Yamanaka

Dichiarazione di Chiara Lalli, docente di Logica e Filosofia della Scienza, Università "Sapienza" e membro del Consiglio Generale dell’Associazione Luca Coscioni

Il risultato ottenuto dal team del giapponese Shinya Yamanaka e da quello dell’Università del Wisconsin-Madison è senza dubbio promettente.

Sebbene manchino ancora diversi gradini, la medicina rigenerativa è un po’ più vicina: a partire da una cellula dell’epidermide di un paziente, sarà possibile riprogrammare le cellule adulte. Produrre linee cellulari su misura di ciascun paziente significa offrire una terapia a malattie oggi incurabili evitando i problemi di rigetto.

Se è dunque ancora prematuro esultare, è evidente che un simile risultato sarebbe di portata storica. Potrebbe inoltre zittire le polemiche di ordine morale sull’utilizzo sperimentale di embrioni e ovociti, offrendo gli stessi risultati ma avvalendosi delle cellule della nostra pelle. O, in alternativa, potrebbe mostrare il vero volto delle accuse rivolte alla ricerca scientifica e alla sperimentazione: una avversione alla scienza immotivata e aprioristica, fondata e portata avanti in nome di principi etici che altro non sono che pretesti per arrestare l’innovazione della scienza. Dimenticando che l’avanzamento scientifico costituisce una condizione necessaria del benessere delle persone e della stessa vita democratica.