Dichiarazione di Rocco Berardo, vice segretario Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica
La notizia che ci giunge dagli studi pubblicati su Science e Cell, ovvero la possibilità di riprogrammare le cellule staminali adulte in modo da farle regredire allo stato embrionale, rappresenta senz’altro una novità di straordinaria importanza.
Se la scoperta si dimostrasse fondata avremmo a disposizione un fronte di ricerca potenzialmente equivalente a quello delle cellule staminali embrionali: di questo, come Associazione Coscioni, ci rallegriamo, non essendo tifosi di una staminale piuttosto che di un altra, ma considerando equivalenti tutte le strade che possono portare a risultati significativi in favore dei malati.
Ci sono, tuttavia, due elementi da non sottovalutare: in primo luogo, non è la prima volta che una scoperta del genere viene preannunciata in modo entusiastico, per rivelarsi poi infondata: si tratterà dunque di verificare se i risultati prospettati saranno effettivamente conseguiti; la seconda è che non vorremmo che anche in tale tecnica e dalle conseguenti cellule prodotte venissero riscontrate qualità di tipo "embrionale", quindi potenzialmente vitali e, come di consueto, intoccabili.