Referendum/Gip Torino: archivia esposto radicale contro imprenditore che prometteva denaro ai suoi dipendenti in cambio di astenzione voto su fecondazione assistita
Nei giorni scorsi, il Tribunale di Torino (Gip Casacci) ha archiviato definitivamente l’esposto presentato dagli esponenti radicali Bruno Mellano e Silvio Viale nei confronti del sig. Antonio Scrimenti, imprenditore di Barbania, che, alla vigilia dei referendum relativi alla legge sulla fecondazione assistita (giugno 2005), aveva dichiarato a “La Stampa” – che vi aveva dato grande risalto – la sua intenzione di pagare un’ora di straordinario ai suoi dipendenti che non fossero andati a votare, violando così la legge elettorale (art. 96, DPR 361/57).
Rigettando l’opposizione presentata dai radicali, il Gip scrive testualmente: “… l’opposizione è inammissibile, poiché proveniente da soggetti che non sono persone offese dal reato, come tali dovendosi identificare esclusivamente coloro la cui libera determinazione di voto è sottoposta ad interferenza … paradossalmente, è proprio l’indagato a frapporre i maggiori ostacoli alla richiesta di archiviazione del pubblico ministero, avendo rilasciato dichiarazioni dalle quali è trapelata tutta la serietà del suo proposito di “provocare – con la propria offerta – una riflessione sulle motivazioni e sulle indicazioni della Chiesa cattolica” a proposito della consultazione referendaria sulla fecondazione assistita …”.
Alberto Ventrini (avvocato radicale che ha curato l’esposto) e Giulio Manfredi (Direzione Nazionale Radicali Italiani) hanno dichiarato:
“Quali strumenti di difesa hanno i cittadini costituitisi in “comitato promotore dei referendum” (definito dalla Consulta “potere dello Stato”) per opporsi ad interferenze indebite ed a inquinamenti della propaganda elettorale, amplificati dagli organi di stampa? Nessuno, se la giurisprudenza si rifarà all’archiviazione del nostro esposto.
Ricordiamo che il sig. Scrimenti rilasciò una grossa intervista a “La Stampa” due giorni prima del voto referendario, per cui la sua promessa di denaro in cambio dell’astensione (reato espressamente previsto dalla legge) non rimase circoscritta nelle quattro mura della sua fabbrica ma inquinò la campagna elettorale complessiva; il fatto poi che lo Scrimenti abbia ribadito davanti agli inquirenti che non scherzava, che faceva sul serio, depone a favore della sua serietà ma anche a favore delle nostre accuse circostanziate.
La tutela reale dei diritti civili e costituzionali dei cittadini è una chimera?”.
Torino, 19 giugno 2007
Manfredi (348/5335305)