Sepoltura feti/Radicali: "Procura Milano non ravvisa reati ma afferma che il regolamento regionale ostacola la libera scelta della donna. Siamo d’accordo e perciò ci opporremo all’archiviazione".
Ai DS diciamo che il problema non è il modulo dell’ ASL ma il regolamento che sta a monte – dichiarano Valerio Federico e Silvio Viale – nel documento con il quale chiede l’archiviazione dell’esposto radicale contro il regolamento regionale lombardo sulla sepoltura dei feti, il sostituto procuratore Marco Ghezzi esclude che vi siano ipotesi di reato ma solleva il seguente pesante rilievo sul provvedimento contestato dagli esponenti radicali: "…il Regolamento Regionale recentemente introdotto si pone oggettivamente come ostacolo, quantomeno di natura psicologica, all’interruzione volontaria di gravidanza, posto che, prevedendone la sepoltura, si tende ad assimilare il prodotto del concepimento ad un individuo, concetto propugnato dagli anti-abortisti e negato dai loro avversari…"
Valerio Federico e Silvio Viale (gli esponenti radicali presentatori dell’esposto) hanno dichiarato:
"Abbiamo trasmesso le motivazioni del Dr. Ghezzi al nostro avvocato Alberto Ventrini, che sta predisponendo l’opposizione all’archiviazione. Intanto, portiamo in cascina le pesanti dichiarazioni del Dr. Ghezzi; il sostituto procuratore ha individuato in modo preciso il peccato originale che macchia indelebilmente il regolamento regionale: il tentativo di condizionare la libera scelta, garantita da una legge dello Stato, delle donne che intendono abortire.
A maggior ragione dopo l’autorevole presa di posizione del Dr. Ghezzi, l’opposizione di centrosinistra, e in particolare i DS, devono smetterla di fare battaglie minimaliste contro il "modulo dell’ASL di Milano", ma devono lottare, assieme a noi radicali e alle donne di "Usciamo dal silenzio", per cambiare il regolamento regionale, fonte di tutti i successivi abusi"