Rai: i Radicali lasciano la sede di viale Mazzini

Cappato, Farina Coscioni, D'Elia, Turco, Bernardini, Mellano, Beltrandi: escono dalla sede di Viale Mazzini della Rai-TvCappato, Farina Coscioni, D’Elia, Turco, Bernardini, Mellano, Beltrandi: escono dalla sede di Viale Mazzini della Rai-Tv6 giugno – I deputati e dirigenti radicali “occupanti” la sede Rai di Viale Mazzini hanno deciso di porre termine alla loro ‘occupazione’. Hanno chiesto subito a Marco Pannella di raggiungerli per un breve incontro al quale seguirà l’uscita dalla sede Rai. L’uscita è avvenuta alle ore 11.30 circa. Per 5 giorni e 5 notti sono stati all’interno della Rai i deputati radicali Marco Cappato, Sergio D’Elia, Bruno Mellano, Maurizio Turco, la Segretaria di Radicali italiani Rita Bernardini e la Presidente Maria Antonietta Farina Coscioni, oltre al Presidente del Partito Radicale Sergio Stanzani uscito alcuni giorni prima per un ricovero

Radicali, occupazione Rai: chiediamo impegni per risarcire legalità violata: Moratoria, Radicali: il piano di comunicazione della Rai è inadeguato e quindi inutile. Per informare i cittadini e sventare il fallimento all’ONU, occorre almeno il doppio. L’occupazione della Rai prosegue.

4 giugno 2007 – Dichiarazione dei cinque parlamentari radicali (Beltrandi, Cappato, D’Elia, Mellano, Turco), della Segretaria (Bernardini) e della Presidente (Farina Coscioni) di Radicali Italiani, dopo 3 giorni e 3 notti di occupazione della Rai

Il Governo che noi sosteniamo continua a non comprendere che sulla Moratoria della pena di morte stiamo perdendo tempo e che stiamo riuscendo nel “miracolo” dell’ennesimo rinvio della Risoluzione all’Assemblea Generale del “MAI”.Cappato, Stanzani, Farina Coscioni, D'Elia, Turco, Bernardini, Mellano, Beltrandi: parlamentari e dirigenti radicali occupano la sede Rai di Viale Mazzini

Cappato, Stanzani, Farina Coscioni, D’Elia, Turco, Bernardini, Mellano, Beltrandi: parlamentari e dirigenti radicali occupano la sede Rai di Viale Mazzini
Di fronte a questo fatto, con il rischio di perdere un’occasione unica per realizzare una riforma di portata mondiale, la Rai non ha saputo far altro che impegnarsi a un piano di comunicazione che bene che vada raggiungerà in una settimana sei milioni di persone. Si tratta di un piano assolutamente inadeguato ad informare l’opinione pubblica su quello che sta accadendo e, dunque, sostanzialmente inutile al fine di creare nell’arco di pochi giorni le condizioni di conoscenza e di consapevolezza necessarie a determinare un esito diverso da quello – fallimentare – che si prepara in piena continuità con quanto è avvenuto negli ultimi tredici anni.

Continuiamo perciò la nostra occupazione nonviolenta della Rai con l’obiettivo che sia consentito nelle prossime ore e giorni a decine di milioni di persone – con il minimo il doppio o il triplo di quanto previsto – di essere raggiunte dalla conoscenza su quanto sta accadendo sulla Moratoria.

Questo obiettivo può essere ad esempio raggiunto con adeguati spazi, eventi speciali di prima serata, approfondimento quotidiani nei telegiornali e nelle trasmissioni di intrattenimento di massimo ascolto come quelle della domenica pomeriggio.

Noi riteniamo doveroso ed opportuno continuare la nostra lotta nonviolenta che si sostanzia non solo in questa occupazione della sede Rai, ma anche nello sciopero della fame ad oltranza che alcuni di noi hanno iniziato il 16 aprile scorso affinché vi sia nell’iniziativa italiana ed europea un vero e proprio colpo d’ala senza il quale la presentazione della Risoluzione all’ONU farebbe la stessa fine di quelle precedenti: un altro, l’ennesimo, rinvio.

Pena di morte, Cappato: la Presidenza tedesca fa sabotaggio sulla moratoria e prende in giro il PE

Bruxelles, 5 giugno 2007

• Dichiarazione di Marco Cappato, deputato europeo radicale

Dopo 4 giorni e notti sono giunto al quarto giorno di occupazione della sede della radio televisione italiana (RAI) di Roma per il rispetto del diritto dei cittadini ad essere informati sulla moratoria della pena di morte. Non potendo essere fisicamente presente alla riunione della Sottocommissione dei Diritti Umani, in quanto impegnato giorno e notte nella occupazione nonviolenta della sede della RAI-TV di Roma proprio per chiedere il rispetto delle risoluzioni parlamentari che imporrebbero alla Rai di informare i cittadini italiani sulla campagna per la moratoria delle esecuzioni capitali, ho appreso che Peter Rothen, rappresentante della Presidenza tedesca per il COHOM, avrebbe dichiarato davanti alla sottocommissione che “l’UE presenterà il prima possibile – ma non si sa quando – all’Assemblea Generale o al Consiglio Diritti Umani dell’ONU una Risoluzione di condanna della pena di morte”.

Questa dichiarazione sintetizza perfettamente il sabotaggio ad opera della Presidenza tedesca dell’UE dell’iniziativa per la presentazione all’Assemblea a Generale in corso delle Nazioni Unite di una Risoluzione per una moratoria sulle esecuzioni capitali. Con le sue dichiarazioni generiche, senza impegni di contenuti né di tempi, la Presidenza del Consiglio UE prende in giro il Parlamento europeo e l’opinione pubblica europea. Mi auguro che i grandi – e piccoli – gruppi politici e partiti europei vogliano e sappiano mobilitarsi e ribellarsi contro tanta e ottusa burocratica insipienza, mediocrità e doppiezza.

Rai, Radicali: continua l’occupazione di parlamentari e dirigenti radicali della sede Rai di Roma
Dalle ore 14 di oggi, walk-around dei militanti radicali in viale Mazzini.

Roma, 4 giugno 2007

Dalle ore 13.40 di venerdì 1 giugno è in corso l’occupazione nonviolenta della sede centrale della Rai-Tv da parte dei deputati radicali Sergio D’Elia (che dal 16 aprile è in sciopero della fame ad oltranza), Maurizio Turco, Marco Beltrandi, Bruno Mellano, Marco Cappato, con la Segretaria e la Presidente di Radicali Italiani Rita Bernardini e Maria Antonietta Coscioni.

Questi i motivi del proseguimento dell’iniziativa nonviolenta:

“Sono queste ore determinanti per cercare di sventare il fallimento della Moratoria sulle esecuzioni capitali. Le notizie che giungono – o piuttosto non giungono! – sul proseguirsi del lavoro di presentazione della Risoluzione all’Assemblea Generale in corso all’ONU, ci confermano nella valutazione negativa e allarmata su quanto sta accadendo. E’ perciò un’urgenza oggettiva che l’opinione pubblica, a partire da quella italiana, sia pienamente informata in modo da rendere possibile quel vero e proprio “colpo d’ala” indispensabile per la presentazione della Risoluzione all’ONU. Ciò si può realizzare soltanto con un recupero immediato di conoscenza a beneficio della gran parte dei cittadini italiani che, a partire dalla classe dirigente, sono finora del tutto inconsapevoli dei rischi che si stanno correndo su un obiettivo di portata epocale. Tale recupero – pur avviato in alcuni spazi televisivi, grazie anche all’intervento del Presidente della Rai Petruccioli, ma totalmente inesistente negli spazi radiofonici Rai – rimane di portata inadeguata e rischia quindi di essere sostanzialmente inutile. Per questo motivo, per aiutare la Rai non tanto a fare il massimo possibile, quanto a concepire un nuovo possibile “servizio pubblico” – nella totale assenza di “competizione” ad opera di Mediaset – proseguiamo la nostra occupazione”.

Dalle ore 14 di oggi pomeriggio, davanti alla sede Rai di Viale Mazzini, si terrà un Walk-Around con dirigenti e militanti radicali per sensibilizzare l’opinione pubblica dell’iniziativa nonviolenta in corso.

Il Presidente del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito, Sergio Stanzani, 84 anni, in sedia a rotelle, che era tra gli occupanti, ha lasciato ieri sera la sede della Rai per un ricovero ospedaliero.

Rai, Radicali: continua l’occupazione, è urgente un colpo d’ala per la Moratoria

Roma, 3 giugno 2007

Dichiarazione dei cinque parlamentari Radicali (Sergio D’Elia, Maurizio Turco, Marco Beltrandi, Marco Cappato, Bruno Mellano), della Segretaria e della Presidente di Radicali Italiani (Rita Bernardini e Maria Antonietta Farina Coscioni) e del Presidente del Partito Radicale Sergio Stanzani:

Dopo 52 ore di permanenza nella sede Rai di viale Mazzini annunciamo la decisone di proseguire la nostra “occupazione” nonviolenta. Sono queste ore determinanti per cercare di sventare il fallimento della Moratoria sulle esecuzioni capitali. Le notizie che giungono – o piuttosto non giungono! – sul proseguirsi del lavoro di presentazione della Risoluzione all’Assemblea Generale in corso all’ONU, ci confermano nella valutazione negativa e allarmata su quanto sta accadendo.

E’ perciò un’urgenza oggettiva che l’opinione pubblica, a partire da quella italiana, sia pienamente informata in modo da rendere possibile quel vero e proprio “colpo d’ala” indispensabile per la presentazione della Risoluzione all’ONU. Ciò si può realizzare soltanto con un recupero immediato di conoscenza a beneficio della gran parte dei cittadini italiani che, a partire dalla classe dirigente, sono finora del tutto inconsapevoli dei rischi che si stanno correndo su un obiettivo di portata epocale. Tale recupero – pur avviato in alcuni spazi televisivi, grazie anche all’intervento del Presidente della Rai Petruccioli, ma totalmente inesistente negli spazi radiofonici Rai – rimane di portata inadeguata e rischia quindi di essere sostanzialmente inutile.

Per questo motivo, per aiutare la Rai non tanto a fare il massimo possibile, quanto a concepire un nuovo possibile “servizio pubblico” – nella totale assenza di “competizione” ad opera di Mediaset – proseguiamo la nostra occupazione.

Ribadiamo infine la nostra volontà di porre – a partire dalla questione pena di morte – anche la questione delle delibere inattuate della Commissione Parlamentare di Vigilanza e del rischio di perdita degli stessi strumenti di monitoraggio e controllo dell’informazione radiotelevisiva, alla quale perdita sta contribuendo la Rai attraverso il mancato rispetto degli obblighi di monitoraggio e il mancato riconoscimento del servizio pubblico fornito dal Centro di Ascolto radicale.

Ci appelliamo a tutte le forze politiche ed ai massimi Responsabili istituzionali di attivarsi perché sia assicurato tutto quanto è urgente fare per assicurare all’Assemblea Generale di esprimere il proprio voto sulla Moratoria.

Roma, Radicali: prosegue l’occupazione della sede Rai

Roma, 3 giugno 2007

• da una nota di agenzia letta a Radio Radicale

Avanti a oltranza, nonostante la promessa di “sostegno” del presidente Petruccioli. Continua l’occupazione della Rai, cominciata giovedì, da parte di un gruppo di radicali per chiedere che la tv di Stato dia ai cittadini una “corretta informazione” sulla battaglia a favore della moratoria della pena di morte. Questa mattina, nonostante la pioggia, si è tenuta una manifestazione a sostegno di questa iniziativa: davanti alla direzione generale di viale Mazzini si sono ritrovati Marco Pannella (che è in sciopero della fame e della sete), il ministro Emma Bonino ed esponenti politici di vari partiti della maggioranza, come per esempio, gli ulivisti Furio Colombo e Ermete Realacci, Elettra Deiana del Prc o il capogruppo di Sinistra democratica al Senato, Cesare Salvi.

Nel suo intervento, il ministro Emma Bonino ha sottolineato che sulla battaglia a favore della moratoria per la pena di morte “non c’è stato un qualunque approfondimento, un tg qualunque di un qualunque canale”. “Con questa occupazione, con questa iniziativa non violenta – ha aggiunto – noi radicali tentiamo di riportare la parola al di sopra del baccano, e forse è questo che fa paura”. Bonino si è quindi augurata che “arrivi un momento di sensibilità” affinché si capisca che se le Nazioni Unite approvassero questa risoluzione “sarebbe un passo di civiltà giuridica di portata storica”.

Il capogruppo di Sd a palazzo Madama Cesare Salvi ha portato il suo sostegno alla battaglia dei radicali e ha chiesto se il ritardo della presentazione della risoluzione per la moratoria della pena di morte all’assemblea delle Nazioni Unite “non sia dovuto a una certa imminente visita”, ma – sottolinea – “quando ci si assume una responsabilità bisogna portarla avanti fino in fondo”. Sergio D’Elia, uno degli ‘occupanti’, si è collegato in diretta telefonica con la manifestazione e ha ribadito che l’iniziativa non serve “per rivendicare il nostro diritto di Radicali ad avere spazi e visibilità, ma siamo qui perché sia riaffermato il diritto dei cittadini a essere informa i su una campagna che rischia di fallire proprio perché non c’è conoscenza e informazione”. Marco Pannella sottolinea che “i numeri per far passare la risoluzione all’Assemblea Onu” e per questo serve “una seria inchiesta giornalistica” per spiegare “come è possibile che se siamo maggioranza assoluta e documentata, la risoluzione non è ancora arrivata al voto”.

Rai, Radicali. Pretesti a parte, Petruccioli ha ragione: Mediaset fa anche peggio.

Roma, 2 giugno 2007

• Dichiarazione di Marco Cappato (Parlamentare europeo), Marco Beltrandi, Sergio D’Elia, Bruno Mellano, Maurizio Turco (parlamentari italiani), Rita Bernardini (Segretaria Radicali Italiani), Maria Antonietta Farina Coscioni (Presidente di Radicali Ita

Abbiamo avuto notizia della dichiarazione al Tg3 del Presidente Rai Petruccioli sul fatto che soltanto la Rai farebbe informazione sulla pena di morte e sul fatto che parlar male della Rai sarebbe sempre un buon “pretesto” per far parlare di sé, come noi Radicali dovremmo “saper bene”.

Dispiace che Petruccioli abbia voluto chiamare “pretesto” ciò che è invece denuncia della documenta negazione del diritto dei cittadini a conoscere per deliberare in ragione del quale stiamo occupando questa sede.

Ha invece certamente ragione il presidente Petruccioli a implicitamente chiamare in causa Mediaset, che sul tema pena di morte – come sulle altre lotte radicali – si rende protagonista di una censura feroce, anche peggiore di quella della Rai, perpetrata approfittando dei più deboli vincoli giuridici, che pur esistono, ma sono da Mediaset sistematicamente violati.

Radicali, occupazione Rai: chiediamo impegni immediati per risarcire legalità violata

Dichiarazione dei sei parlamentari Radicali (Sergio D’Elia, Maurizio Turco, Marco Beltrandi, Marco Cappato, Bruno Mellano), della Segretaria e della Presidente di Radicali Italiani (Rita Bernardini e Maria Antonietta Farina Coscioni) e del Presidente del Partito Radicale Sergio Stanzani, dal settimo piano della sede Rai di Viale Mazzini:

“Chiediamo che la Rai assuma impegni concreti ed immediati di fornire informazione ed approfondimenti sulla moratoria universale delle esecuzioni capitali, almeno a parziale risarcimento del danno subito dai cittadini italiani per la disinformazione su questo tema, nel contesto del decennale sistematico furto di conoscenza e di negazione dei diritti civili e politici del cittadino. Il risarcimento che chiediamo riguarda il doveroso rispetto della legalità, in particolare a seguito della delibera della Commissione di Vigilanza Rai del 2 maggio scorso, approvata all’unanimità, così come a seguito del pubblico impegno assunto lo scorso 24 aprile dal Presidente Rai Claudio Petruccioli.

In discussione è il diritto dei cittadini italiani a conoscere lo stato dell’iniziativa per la moratoria delle esecuzioni, obiettivo di straordinaria valenza storica, umana, civile e politica su cui il Parlamento e il Governo italiani sono impegnati e che, in queste ore, rischia di non essere ottenuto all’Assemblea Generale dell’Onu in corso sol perché le viene impedito, come è avvenuto negli ultimi 13 anni, di esprimere il suo voto favorevole e assolutamente maggioritario”.

Radicali: proseguiamo l’occupazione della Rai

Dichiarazione dei sei parlamentari Radicali (Sergio D’Elia, Maurizio Turco, Marco Beltrandi, Marco Cappato, Bruno Mellano), della Segretaria e della Presidente di Radicali Italiani (Rita Bernardini e Maria Antonietta Farina Coscioni) e del Presidente del Partito Radicale Sergio Stanzani, dal settimo piano della sede Rai di Viale Mazzini:

Rimaniamo nella sede della Rai Tv di viale Mazzini. Prendiamo atto delle dichiarazioni del Presidente Petruccioli, constatando però anche che impegni di simile natura sono rimasti troppe volte disattese da parte dei responsabile dell’azienda. Vogliamo chiarire che non siamo qui per “trattare” spazi per i radicali, ma per affermare il diritto dei cittadini italiani ad essere correttamente informati.

Oltre alla questione “pena di morte”, poniamo con la nostra presenza anche il problema più generale del decennale ostracismo contro le iniziative radicali, dell’attentato all’identità e all’immagine dei suoi leader, della violazione del diritto civile politico dei cittadini a conoscere per deliberare e dell’assenza di un qualsiasi rispetto e considerazione per le funzioni di servizio pubblico svolte dal centro d’ascolto di informazione televisiva e dal centro di produzione- radio radicale.

Per chiedere attenzione e interlocuzione su questi temi proseguiremo fin quando necessario la nostra occupazione degli uffici Rai