Apprendiamo con molto piacere che il capogruppo UDC alla Camera Luca Volonté si erge a difensore della legge 194 sull’aborto volontario accusando noi di volerla “distruggere”.E’ necessario a questo punto, ancora una volta, ricordargli l’articolo 15 che prevede “l’aggiornamento del personale sanitario ed esercente le arti ausiliarie sui problemi della procreazione cosciente e responsabile, sui metodi anticoncezionali, sul decorso della gravidanza, sul parto e sull’uso delle tecniche più moderne, più rispettose dell’integrità fisica e psichica della donna e meno rischiose per l’interruzione della gravidanza.”
L’introduzione della pillola abortiva in Italia, dopo quasi venti anni di uso in altri paesi, altro non è che l’applicazione alla lettera della legge 194.
Si facciano per di più i conti sui costi di un aborto farmacologico rispetto a quelli dell’aborto chirurgico, la tecnica attualmente praticata nei nostri ospedali, e si vedrà quanto risibile sia l’argomento dell’interesse economico. Tenendo presente per di più che nella cattolicissima Italia l’interruzione volontaria della gravidanza è totalmente gratis, anche per le fasce più “deboli” quali le minori e le donne immigrate (meno male) mentre la contraccezione è… a pagamento!
Quanto al fatto che la rappresentante in Italia della Fiapac sia attivista del partito radicale (e dell’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica) è coerente con l’impegno che da anni vede i radicali mobilitati per la difesa del diritto delle donne e delle coppie ad una maternità libera e responsabile. Anche delle donne cattoliche.