“Nell’ultima parte del mese di novembre e nei primi giorni di dicembre insieme ad altri compagni dell’Associazione Coscioni abbiamo dato vita ad uno sciopero della fame di dialogo accompagnato poi da altre 730 persone, perché la Presidenza del Consiglio nominasse finalmente il nuovo Comitato Nazionale di Bioetica.
Abbiamo fatto quello sciopero della fame, però, per consentire al CNB di esistere, mentre constatiamo che il suo Presidente Francesco Paolo Casavola non perde occasione per scrivere editoriali (non ultimo quello di oggi su Il Messaggero dal suggestivo titolo “La famiglia e la sfida della Chiesa che apre le sue porte”) volti a rimarcare l’ideologia della Conferenza Episcopale.
Ferma restando la libertà del Presidente Casavola di esprimere il suo pensiero – ci mancherebbe – ci auguriamo però che il lavoro del CNB, e del suo Presidente, sia volto ad una visione laica dello Stato e del CNB stesso, e di fatto sia strumento laico di suggerimento e supporto documentale e di parere al legislatore.