Il provvedimento approvato dal Consiglio dei ministri su proposta del ministro Livia Turco, sulla tutela della maternità prima, durante e dopo il parto, e’ una buona iniziativa. Soprattutto per quanto riguarda la diffusione generalizzata dell’uso dell’anestesia epidurale durante il travaglio pre-parto. Interrompere il rapporto dolore/parto e’ un passo importante che, oltre ovviamente a ridurre notevolmente il ricorso ai parti cesari, serve a far avvicinare in modo piu’ sereno e tranquillo le donne alla gravidanza e al parto.
Il biblico “partorirai con dolore” e’ bene che continui ad essere sempre di più un ricordo del passato. Se c’e’ -come c’e’- chi vuole fare del parto doloroso una filosofia, libera di farlo, ma quando da un’impostazione filosofica si passa ad un’imposizione di fatto del parto senza anestesia grazie all’indisponibilità delle strutture sanitarie, la questione cambia notevolmente, perché alla scelta si contrappone l’imposizione violenta. Ed e’ su questo che intendo mettere sul “chi va la” il nostro ministro della Salute.
In base ad un’indagine svolta dall’Aduc (associazione per i diritti degli utenti e consumatori) nello scorso febbraio in Toscana (certamente non l’ultima ruota del carro della Sanità italiana), e’ risultato che il parto con anestesia epidurale era possibile effettuarlo solo nel 43% delle strutture; non solo, ma anche dove era possibile sulla carta, l’effettuazione era condizionata alla disponibilità di anestesisti che non fossero impegnati in attività ritenute in quel momento più urgenti.
Il provvedimento approvato dal Governo inserisce il ricorso all’epidurale tra gli interventi essenziali di assistenza. Questo dovrebbe far sì che casi come quello della Toscana non si verifichino più. Ma in Toscana, anche prima delle attuali nuove disposizioni, nel piano regionale sanitario era riconosciuto il diritto a non soffrire il dolore, eppure accadeva quanto risultato dall’indagine. Questo per dire che, quando le disposizioni nazionali passeranno dai filtri regionali, occorre molta attenzione, con dovute indagini da far fare a livello centrale da parte del ministero, che questo diritto non sia solo sulla carta.