Silvio Viale ha dichiarato:
“Bene! Un buon inizio quello del Ministro Livia Turco. Certo, dovrà fare i conti con un Comitato Nazionale di Bioetica, nominato dal precedente governo, attestato su posizioni di antiscientificità e di integralismo ideologico, ma le sue prime dichiarazioni già rappresentano una buona linea di discontinuità. Mi permetto quindi di suggerire poche semplici cose che, con poco sforzo, in linea con altri Paesi europei si possono fare subito, entro 180 giorni:
1) Sopprimere il ricettario speciale per i farmaci impiegati nella terapia del dolore. Siamo sempre tra gli ultimi in Europa e nel Mondo, vittime di pregiudizi politici, prima ancora che scientifici.
2) Ripristinare la somministrazione su semplice ricetta per altri farmaci antidolorifici, come il Ketorolac, per i quali la prescrizione è diventata attualmente nominativa e non ripetibile.
3) Portare alla discussione in Parlamento la legge sul Testamento Biologico, in applicazione della Convenzione di Oviedo del 1997 e ratificata nel 2001, prevedendo meccanismi tali per cui la volontà del paziente sia sempre esaudita, anche in presenza di obiezione di coscienza del singolo medico.
4) In attesa dei tempi di registrazione per “procedura europea” emanare un decreto che estenda l’importazione della RU486 alle indicazioni relative all’IVG, all’aborto spontaneo e all’aborto terapeutico (attualmente è consentita solo per la Sindrome di Cushing di origine paraneoplastica).
5) La revoca immediata dell’inutile Decreto Storace “anti-RU486” (GU 14.3.06, n.61), che non ha comportato alcuna modifica sulla RU486, ma ha creato forti limitazioni per l’importazione di molti altri farmaci.
6) Individuare subito alcuni farmaci da banco (acido acetilsalicilico e paracetamolo, per esempio) per autorizzarne la vendita libera in esercizi commerciali diversi dalle farmacie.
7) Trasformare in prodotto da banco, da vendersi in Farmacia, la Contraccezione di Emergenza (più nota come “pillola del giorno dopo”), eliminando la ricetta nominativa non ripetibile.
8) Ripristinare la ripetibilità per più mesi della ricetta per la normale pillola contraccettiva, recentemente ridotta ad un mese. Occorre favorire la diffusione della contraccezione piuttosto che scoraggiarla.
9) Imporre a tutti gli ospedali una modulistica unificata per indicare la persona di fiducia, anche non parente, al quale fornire informazioni o con il quale consultarsi.
10) Abrogazione della cosiddetta legge “Fini-Giovanardi” sulle tossicodipendenze.”