Il Governo non deve avere paura. Scegliere una data che sia favorevole alla partecipazione popolare, può solo che giovare alla coalizione di maggioranza. Dopo la sconfitta alle regionali, quello che serve è una ventata di aria fresca e il referendum è la prima occasione per Berlusconi & C. di far sentire i cittadini liberi dal giogo antidemocratico da cui si sentono stretti e che li porta a votare, magari solo per protesta, per il centro sinistra.
Il Premier non ascolti ancora una volta le imposizioni delle posizioni cattoliche, ma capisca che proprio i voti cattolici non si mantengono con l’ennesima sconfitta della democrazia, cioè con il favorire la non partecipazione al voto, ma semmai facendo campagna per 4 no, contro la nostra per 4 sì.
Il referendum deve essere visto come un’occasione per recuperare la fiducia che l’elettorato ha perso nei confronti della maggioranza. Per questo il 29 maggio deve essere la data prescelta.