L’Emilia-Romagna è la terza Regione ad approvare le norme da noi proposte sul fine vita

Legge regionale fine vita Emilia-Romagna

L’iter è avviato, invece, in 17 tra Regioni e Province autonome: in alcune è in corso la raccolta firme, in altre vi è un testo depositato

Filomena Gallo e Marco Cappato commentano: “Ora tutte le Regioni garantiscano procedure certe per l’aiuto medico alla morte volontaria”

Con l’approvazione della legge regionale sul fine vita da parte dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, diventano tre le Regioni che hanno adottato norme che ricalcano la proposta di legge di iniziativa popolare “Liberi Subito”, promossa dall’Associazione Luca Coscioni.

La legge non modifica i diritti stabiliti dalla Corte costituzionale, ma disciplina l’organizzazione del Servizio sanitario regionale, definendo procedure senza ingiustificati ritardi, per la verifica delle condizioni delle persone che chiedono di accedere all’aiuto medico alla morte volontaria, in attuazione delle sentenze della Corte costituzionale.

L’approvazione dell’Emilia-Romagna segna una nuova fase della campagna “Liberi Subito”. Dopo la Toscana, la Sardegna e l’Emilia-Romagna, la proposta è infatti oggi in discussione, già depositata o oggetto di raccolta firme in altre 17 tra Regioni e Province autonome, con l’obiettivo di garantire in tutta Italia procedure chiare, uniformi e trasparenti, evitando che l’accesso a un diritto già riconosciuto dalla Corte costituzionale possa subire ostruzionismi e sabotaggi.

L’iter nelle Regioni e nelle Province autonome (QUI l’approfondimento a cura di Matteo Mainardi)

  • Sono attualmente in corso le raccolte firme della PDL “Liberi Subito” in quattro Regioni: Calabria, Lazio, Lombardia e Piemonte. In Calabria e Lazio si tratta della prima volta che si procede alla raccolta firme, mentre in Lombardia e Piemonte è stato necessario ripartire con una nuova raccolta, dopo che i rispettivi consigli regionali avevano respinto il primo testo.
  • In due Regioni – Umbria e Veneto – e nelle due Province autonome di Trento e Bolzano, la proposta di legge è al vaglio delle rispettive assemblee. In particolare:
    • il Veneto è stata la prima Regione a discutere il testo, ma vi era stato un rinvio a causa della fine della legislatura, occorso nell’autunno del 2025. Oggi, una nuova proposta adeguata a quanto detto dalla sentenza 204/2025 della Corte costituzionale, è al vaglio del Consiglio regionale.
    • in Umbria, la proposta è stata depositata grazie alla raccolta firme promossa da Laura Santi e dall’Associazione Luca Coscioni ed è oggi all’esame della Terza commissione. A settembre proseguirà l’iter con gli emendamenti che recepiscono i rilievi della Corte costituzionale.
    • nella Provincia autonoma di Trento, dopo il deposito della proposta sostenuta da oltre 7.800 firme, è iniziato il percorso istituzionale previsto dallo Statuto di autonomia.
    • nella Provincia autonoma di Bolzano, la Commissione legislativa ha dato un primo via libera a una norma che istituisce una commissione multidisciplinare permanente per le richieste di suicidio medicalmente assistito. L’Associazione Luca Coscioni chiede di integrare il testo prevedendo garanzie di procedure chiare e celeri.
  • In sei Regioni, la proposta è stata depositata e si è in attesa dell’avvio dell’iter. In particolare:
    • in Campania, una proposta di legge che recepisce il testo di “Liberi Subito” è stata depositata in Consiglio regionale. L’obiettivo è disciplinare in modo uniforme il percorso sanitario e garantire tempi certi per le verifiche previste dalla Corte costituzionale.
    • in Liguria, il testo è stato ripresentato nella nuova legislatura dopo l’interruzione dell’iter causato dalle elezioni anticipate, nell’ottobre 2024. L’Associazione Luca Coscioni è stata audita a giugno 2026 in Commissione Salute. I recenti casi di suicidio medicalmente assistito avvenuti nella Regione hanno reso ancora più evidente la necessità di una disciplina regionale.
    • nelle Marche, la proposta di legge è stata depositata ma il suo iter si è fermato dopo le prime discussioni in Commissione. L’Associazione Luca Coscioni chiede che il Consiglio regionale riprenda l’esame del provvedimento.
    • in Molise, è all’esame del Consiglio regionale una proposta bipartisan che disciplina l’organizzazione delle procedure nell’ambito del Servizio sanitario regionale, senza introdurre nuovi diritti.
    • in Puglia, è in vigore una delibera di Giunta che rappresenta un primo passo nell’organizzazione delle procedure, ma non garantisce le stesse tutele di una legge regionale in termini di stabilità, uniformità e ruoli certi.
    • in Sicilia, una proposta di legge è stata depositata nel 2024 ma non è ancora stata calendarizzata per la discussione all’Assemblea regionale
  • Infine, sono tre le Regioni – Abruzzo, Friuli-Venezia Giulia e Valle d’Aosta – in cui la proposta di legge è stata respinta prima che la sentenza n. 204/2025 della Corte costituzionale chiarisse definitivamente che le Regioni possono disciplinare gli aspetti organizzativi necessari a rendere effettivi i diritti già riconosciuti dalla Consulta.

Con la legge approvata oggi, le 8 Aziende sanitarie locali dell’Emilia-Romagna si aggiungono alle 11 ASL di Toscana e Sardegna: sono così 19 le ASL italiane che garantiscono procedure organizzative chiare per l’attuazione delle sentenze della Corte costituzionale sul suicidio medicalmente assistito.

Dichiarazione di Filomena Gallo e Marco Cappato

“L’approvazione della legge in Emilia-Romagna conferma che ‘Liberi Subito’ è una proposta costituzionalmente fondata e necessaria per dare concreta attuazione a un diritto già riconosciuto dalla Corte costituzionale.

Mentre il Parlamento continua a non intervenire, sono le Regioni che possono garantire alle persone malate procedure certe, uniformi e trasparenti.

Per questo proseguiremo la nostra iniziativa in tutto il Paese, attraverso proposte di legge, raccolte firme e confronto con i Consigli regionali, finché il diritto all’autodeterminazione nel fine vita non dipenderà più dal luogo di residenza.

Continueremo inoltre a informare cittadini e cittadine attraverso il Numero Bianco (06 99313409), il servizio dell’Associazione Luca Coscioni dedicato ai diritti nel fine vita, alle cure palliative e alle Disposizioni anticipate di trattamento”.

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.