Droghe, la Società civile si rivolte alle municipalità per attività sulle politiche giovanili

In occasione della Giornata Mondiale contro il narcotraffico e le dipendenze, la rede della associazioni della società civile, tra qui l’Associazione Luca Coscioni, Forum Droghe, la Società della Ragione, CGIL, CNCA, Antigone, ARCI e altre ha scritto alla rete ELIDE Rete nazionale degli Enti Locali per l’innovazione sulle droghe.

I temi al centro dell’impegno di ELIDE per la giornata del 26 giugno sono le politiche giovanili, la promozione della loro salute e sicurezza, la limitazione dei rischi e la riduzione dei danni potenziali correlati all’uso e alla sperimentazione dell’uso di sostanze. I

In coerenza con l’approccio espresso nella Carta di intenti di ELIDE, le organizzazioni e reti della società civile che sostengono ELIDE fin dalla sua costituzione, hanno posto alcuni punti e proposte per promuovere un dialogo aperto, nella prospettiva del governo e della regolazione sociale dei fenomeni per lo sviluppo di politiche locali centrate sulla salute, sul benessere, sul rispetto e sull’empowerment dei e delle giovani:

  • Una drug education basata sulla realtà, che non si limiti a invocare l’obiettivo unico dell’astinenza ma metta adolescenti e giovani in grado di fare le scelte migliori per stare in sicurezza e tutelare la propria salute, anche se e quando sperimentano o usano sostanze.
  • Una drug education basata su informazioni corrette, che faccia empowerment e non, al contrario, invochi l’impotenza del soggetto rispetto alle droghe come espresso dalle campagne governative e dall’approccio della ‘tolleranza zero’. I Comuni possono attivarsi con progetti locali di promozione della salute e educativa di strada in questa direzione e facilitando questo approccio nelle scuole.
  • Messa in sicurezza dei contesti del divertimento, con la stabilizzazione e la dovuta copertura di interventi di LdR e RdD neisetting naturali e nei contesti, commerciali o di carattere associativo, dello spettacolo, dell’aggregazione e del divertimento; la costruzione di un sistema urbano di chill out, attivo sia nei contesti del divertimento notturno che presso glispazi di bassa soglia, e l’accesso stabile e non occasionale al drug checking, attivando tutte le sinergie con le istituzioni regionali competenti, anche per dare attuazione concreta a tali interventi nel contesto dei Livelli Essenziali di Assistenza. A questo scopo è necessario attivare organismi aperti, di governo e regolazione dei contesti del divertimento e ricreativi, organizzati sul coinvolgimento attivo e la partecipazione di tutti gli attori interessati, come Consulte, Consigli o Sindaci della notte.
  • Scelte di governo del territorio urbano alternative al securitarismo del DASPO e delle Zone rosse, che puniscono soprattutto la popolazione giovanile e rendono inaccessibili, per la quota di loro che è incappata nei rigori della legge sulle droghe, intere aree urbane, limitando il diritto alla libera circolazione e creando un contesto che ostacola, disincentiva e impedisce interventi di contatto e dialogo, limitazione dei rischi, riduzione del danno e mediazione sociale.
  • Individuare e mettere a disposizione aree e spazi urbani e suburbani per l’aggregazione giovanile auto-organizzata, e coerentemente attivarsi per l’abrogazione del ‘decreto rave’, che dal 2022 criminalizza l’aggregazione informale dei giovani, chiudendo spazi di agibilità culturale e di divertimento indipendenti, non commerciali, e che li spinge ulteriormente nella invisibilità. Uno spazio aggregativo libero, non criminalizzato e accessibile è anche uno spazio dove sono possibili la cultura e le pratiche della limitazione dei rischi, dell’uso consapevole e della messa in sicurezza dei contesti, la moltiplicazione delle reti di supporto e di cura tra pari e la valorizzazione dell’esperienza e delle competenze acquisite da molte equipe professionali, del settore pubblico e delle organizzazioni sociali.
  • Facilitare la partecipazione attiva dei e delle giovani, in particolare consumatori, ai processi decisionali locali, quando le materie abbiano un impatto sulle loro vite, la loro salute, le loro libertà, le loro culture. Attivare processi partecipativi e decisionali strutturati, stabili, trasparenti e inclusivi.

Sul piano di una più ampia strategia mirata alla promozione della salute, alla sicurezza dei e delle giovani che sperimentano e usano sostanze, e al governo sociale dei fenomeni chiediamo inoltre che le città: 

  •  Promuovano e sostengano – nell’ambito delle proprie competenze riguardanti la salute perosnale le politiche giovanili – un dibattito critico e una prospettiva di riforma dell’art. 75 della legge 309/90, verso l’abolizione delle sanzioni amministrative per uso e possesso per uso personale di droghe, che affliggono in particolare i/le giovani consumatori di cannabis e una significativa quota di minorenni. Le sanzioni amministrative non hanno dimostrato alcuna efficacia nel contenere i consumi e nemmeno nel modificare i comportamenti di chi viene sanzionato, mentre al contrario destinano i giovani ai rischi di una carriera di istituzionalizzazione e patologizzazione, anche in presenza di consumi sperimentali, occasionali o comunque non problematici. Questi consumi possono essere governati con gli strumenti di una adeguata drug education e con un investimento sulla formazione di competenze all’interno delle reti tra pari. Allo stesso tempo torniamo a sollecitare una più ampia riflessione sulla necessità di favorire o sostenere tutte le iniziative legislative, popolari o referendarie che vogliono riformare l’impianto penale della stessa legge 
  • In sintonia con la rete delle maggiori città e capitali europee, promuovano dibattito, confronto e una informazione basata sui dati e sulle evidenze in merito alla regolazione legale della cannabis, come parte di una politica delle droghe mirata a contenere l’impatto della criminalizzazione, in particolare della popolazione giovanile, e un uso più sicuro e controllato della sostanza.

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.