Nel Lazio parte la raccolta firme per la proposta di legge “Liberi Subito”

Conferenza stampa Liberi Subito

Obiettivo: 10.000 firme entro entro sei mesi per chiedere al Consiglio regionale del Lazio quanto già fatto in Toscana e Sardegna sempre su iniziativa dell’Associazione Luca Coscioni

Intanto sono 125 le richieste di informazioni sul fine vita da parte di persone malate del Lazio ricevute dall’Associazione dal 2024 a oggi

Dopo il mancato esame della proposta depositata nel 2023, parte ufficialmente oggi nel Lazio la raccolta firme a sostegno della proposta di legge regionale di iniziativa popolare “Liberi Subito”, promossa dall’Associazione Luca Coscioni e finalizzata a garantire procedure chiare e uniformi per l’accesso al suicidio medicalmente assistito. Obiettivo: raccogliere 10.000 firme di cittadini e cittadine residenti nel Lazio per chiedere al Consiglio regionale del Lazio quanto già raggiunto in Toscana e Sardegna.

La sentenza 204/2025 della Corte costituzionale ha chiarito infatti che, nell’ambito della tutela della salute, le Regioni possono disciplinare modalità e tempi con cui il Servizio sanitario rende effettivo l’accesso alla procedura, senza intervenire su materia penale o civile.

La proposta “Liberi Subito” non introduce nuovi diritti, ma rende concretamente esercitabile un diritto già riconosciuto, garantendo:

  • procedure certe per la verifica dei requisiti;
  • uniformità sul territorio regionale;
  • trasparenza e responsabilità delle aziende sanitarie.

Intanto sono 125 le richieste di informazioni sul fine vita da parte di persone malate del Lazio ricevute dall’Associazione Luca Coscioni dal 2024 a oggi, tramite contatti mail o Numero Bianco, l’infoline gratuita dell’Associazione per fare luce sui diritti nel fine vita.

Di queste, 45 arrivano da pazienti oncologici, come Sibilla Barbieri, romana, che è stata costretta ad andare in Svizzera per accedere alla morte volontaria assistita dopo aver ricevuto nel 2023 un diniego da parte della propria ASL alla richiesta di accesso al suicidio medicalmente assistito, perché non sarebbe stato presente il requisito del trattamento di sostegno vitale. Barbieri è stata accompagnata tramite un’azione di disobbedienza civile dagli attivisti di Soccorso Civile: il figlio, Vittorio Parpaglioni e l’ex senatore Marco Perduca. Insieme a loro si sono poi autodenunciati l’onorevole Riccardo Magi, il senatore Ivan Scalfarotto e l’ex senatore Luigi Manconi, che hanno contribuito all’organizzazione.

“Continuiamo la lotta che è stata anche di Sibilla Barbieri – ha dichiarato Filomena Gallo, Segretaria nazionale dell’Associazione Luca Coscioni -. Oggi, anche senza una legge nazionale, chi possiede i requisiti stabiliti dalla Corte costituzionale può accedere all’aiuto medico alla morte volontaria. Tuttavia, in assenza di regole regionali, questo diritto resta spesso ineffettivo. Una legge regionale serve a rendere il diritto realmente accessibile, evitando disparità e ritardi. L’assenza di procedure chiare continua infatti a produrre casi come quello di Sibilla Barbieri, costretta nel 2023 ad andare in Svizzera nonostante avesse i requisiti per accedere alle procedure italiane. In quel caso l’azienda sanitaria non ha ritenuto neppure di verificare . L’Associazione Luca Coscioni segue attualmente numerose persone in Italia che incontrano ostacoli nell’accesso a questo diritto”.

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.