Fraticelli e Bastianello. Le persone malate dicono la loro sul suicidio assistito

Gustavo Fraticelli, membro di direzione dell'associazione luca coscioni

Gustavo Fraticelli, membro di direzione dell’Associazione Luca Coscioni, ha 54 anni ed è affetto da una tetraparesi spastica.

Al Messaggero ha raccontato il sollievo provato con la sentenza sulla non punibilità del suicidio assistito in determinate condizioni.

«Per me la vita è sacra. E proprio per questo penso che quando non sia più tale e si trasformi unicamente in sofferenza, debba essere interrotta. Ho una disabilità pesante, aggravata dall’età, so che non potrò migliorare, ma dopo avere tanto lottato per la mia autonomia, non credo vorrò più vivere quando l’avrò persa. Chiederò il suicidio assistito»

Insieme alla sua, si levano le voce di altri diretti interessati, persone malate che vogliono poter decidere sulla propria vita senza condizionamenti di alcuno.
Gianfranco Bastianello, 63 anni di cui 50 passati convivendo con la SLA, ha deciso di scrivere a Papa Francesco. Cattolico praticante, con una missiva ha voluto far sapere al pontefice che «quando il dolore fisico ti fa urlare ma non puoi perché non hai voce e il dolore resta facendoti impazzire, caro Papa Francesco allora comprendi che c’è un’unica via d’uscita: andartene».

«Scrivo a Papa Francesco delle conseguenze della sofferenza perché la conosco molto da vicino» e quindi «eutanasia o suicidio assistito non sono soluzioni di comodo o sbrigative. Te lo assicuro». «Il diritto di vita o di morte – si chiede Bastianello – lo ha solo Dio? Ma Dio oltre il sopportabile non lo può permettere. La vita è sacra? Ma che sacralità c’è in questa sofferenza sempre non voluta e cercata? Nulla di sbrigativo e di comodo, ma solo il momento di scegliere, l’unica scelta».

Per approfondire le tematiche del fine vita, dal 3 al 6 ottobre partecipa al Congresso dell’Associazione Luca Coscioni. Quest’anno si terrà a Bari.

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.