
Esiste o no un dovere di chi governa di render conto del suo operato, dei suoi scopi e obiettivi, al cittadino-elettore? Esiste o no il diritto di questo cittadino-elettore di conoscere, sapere e poter valutare quel che intende fare, fa, ha fatto, chi lo governa?
Sono domande che pongo formalmente alla ministra della Salute Beatrice Lorenzin, ma sono questioni che pongo a tutti noi. Vado sul concreto. Giorni fa, l’otto luglio al ministero della Salute si è tenuta la prima riunione degli esperti nominati dalla Lorenzin, un «tavolo tecnico» per elaborare le linee guida in seguito alla sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittimo il divieto di fecondazione eterologa: ultimo atto di una serie di sentenze che hanno letteralmente smantellato la legge 40. Ascoltare e raccogliere i pareri di esperti e scienziati può certamente contribuire positivamente all`elaborazione di testi soddisfacenti dal punto di vista costituzionale ma soprattutto rispondere alle legittime aspettative di coppie che una legge sbagliata ha finora assurdamente punito e discriminato. La ministra Lorenzin non ha ritenuto di dover garantire «pubblicità» a questa seduta. Cosa hanno proposto e elaborato i tecnici e gli scienziati? Non sappiamo cosa hanno detto, cosa suggeriscono, neppure con quale criterio sono stati scelti, Non crede, il ministro, ma anche il governo e i parlamentari, che sia giusto, doveroso, utile, necessario che sia garantito il massimo di conoscenza e di informazione? Non crede il ministro, il governo, il parlamento che i cittadini abbiano il diritto di conoscere che tipo di dibattito e di confronto sono in corso? I dubbi, se ci sono, le certezze, se si sono acquisite: sono cose, questioni che ci riguardano tutti, direttamente. In questi anni di «tavoli tecnici» o gruppi di lavoro, istituiti dal e al ministero della salute ne abbiamo visti tanti. E per quanto riguarda le linee guida sull`eterologa c`è una significativa continuità con il passato. Ho rivolto un formale appello alla ministra Lorenzin perché questa tendenza sia invertita e si attivi per assicurare il massimo di pubblicità e conoscenza a questi lavori. Ho chiesto non solo la pubblicazione dei verbali, o la trasmissione audio-video delle sedute e messe in rete, per consentire a tutti di poter giudicare: un omaggio all`antico precetto einaudiano del «conoscere per poter deliberare». L`unica reazione a questo appello è stata una semplice offerta di anticipare un incontro dell`Associazione Luca Coscioni , spostando così l`attenzione su altri aspetti anche se importanti. Ministra Lorenzin, rinnovo la mia richiesta e il mio appello. Su una questione importante come l`eterologa l`informazione e la conoscenza diventano non solo necessari, ma essenziali.

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.