«Porta Palazzo, il farmaco a 300 euro»

pillola-abortiva-ru486 (1).jpg
Unità
Marco Bucciantini

«Il nome no». Questa è la situazione di Porta  Palazzo, la città parallela, il mercato torinese  dove si vende tutto, anche l`anima. Chi  si spende per “assorbire” un po` dell`illegalità  e per aiutare chi fronteggia un momento  triste della vita, vuole e deve restare anonimo,  perché un nome e cognome, in mano a  chi comanda a Porta Palazzo, sono un volto  da cercare e non certo per chiedere spiegazioni.  Porta Palazzo è il più grande mercato  all`aperto d`Europa, è grossomodo in mano  alle molte comunità straniere di Torino, i  pochi italiani che ancora vendono la merce  fanno comunque gestire le bancarelle agli  stranieri. C`è chi piazza frutta e verdura,  chi piazza se stesso (muratori, facchini), c`è  chi vende refurtive varie e c`è chi spaccia le  pillole contraccettive e quelle abortive,  «con il principio attivo identico a quelle di  marca. Infatti funzionano». Dunque, a Porta  Palazzo si va anche per abortire, lontano  dai dottori, dagli ospedali, dagli impacci burocratici,  dagli obiettori di coscienza e dalle  norme minime di sicurezza personale. «Infatti  noi siamo qui, a presidiare, a dare una  mano, a evitare che un`emorragia si trasformi  in qualcosa di irreparabile». Succede nella  città del Sant`Anna, dove Silvio Viale iniziò  la somministrazione della pillola  Ru486. Qui, nella regione leader in Italia  nella somministrazione di questo farmaco.  Chi governa il mercato abusivo delle pillole  abortive?  «I cinesi, da sempre, perché in Cina si produce  questo farmaco con il principio attivo  identico alle Ru486 e perché loro hanno  messo le mani su quest`affare, e quando i  cinesi afferrano qualcosa che rende bene,  non si fanno più strappare il tesoro».  Chi sono le clienti?  «Quasi sempre donne straniere, spesso  arabe. Per loro l`arrivo in Italia è anche la  scoperta del sesso “libero”, poi però  diventa difficile giustificare una  gravidanza. Non sono sposate  ma sono incinte: per la loro  cultura, per la loro religione,  per il loro ruolo nella  società, diventa una situazione  drammatica».   Anche l`aborto è un dramma.  «Lo sanno. Ma hanno urgenza,  vogliono fare in  fretta e conoscono poco i loro  diritti».  Sono molte le prostitute?  «Sì, ma non sono la maggioranza».  Vengono anche le italiane?  «Sì, non molte, ma ci sono anche loro, circa  il 10% del totale. Soprattutto quelle  emarginate dal “sistema” e coloro che vogliono  evitarsi le lunga trafila delle strutture  pubbliche».  Conosce i numeri di questo mercato?  «Sono giganteschi. Non abbiamo dati, ma  vediamo ogni giorno questo spaccio, e anche  pochi minuti fa è arrivata da noi una  ragazza (italiana) che aveva preso la pillola.  Stava male, l`abbiamo monitorata per  alcune ore».  Quanto costa la pillola procurata in questo  modo?  «Fra i 300 e i 400 euro. Per l`aborto  fai-da-te girano migliaia di euro al giorno,  e sono tanti in un mercato dai prezzi bassi,  dove un Pc usato e forse rubato viene venduto  a 100 euro».  Che efficacia ha?  «100%».  Quante donne ha soccorso in questi anni e  per quali motivi?  «Molti casi di allergia, con pruriti e gonfiori  e due volte anche donne in emorragia,  che ho dovuto portare all`ospedale, nonostante  le resistenze: temevano di essere denunciate  per il reato di clandestinità».  È accaduto?  «No». 

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.