Cosa succede altrove. Che si scelga di chiamarla eutanasia o ‘dolce morte’, la questione riguarda migliaia di persone. Secondo le stime dell’Associazione Luca Coscioni, oltre il 60% degli italiani chiede di essere libero fino alla fine di scegliere sulla propria vita. Nel nostro paese è vietata ogni forma di eutanasia e nel 2009 fece discutere la morte di Eluana Englaro, dopo 17 anni in stato vegetativo. Svizzera, Olanda, Belgio e Lussemburgo hanno legalizzato il suicidio assistito e l’eutanasia attiva, con farmaci che inducono alla morte somministrati dal medico, mentre in Svezia e Germania è ammessa solo l’eutanasia passiva, il blocco delle cure.
Eutanasia, l’Associazione Coscioni consegna 65.000 firme alla Camera

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.