Minori e aborto Legge alla Consulta – Embrione, la legge 194 all’esame della Consulta

la Stampa

II 20 giugno la Corte Costituzionale valuterà la legittimità dell’articolo 4 della legge 194 sull’aborto. Il caso è relativo ad una ragazza minorenne ma secondo i costituzionalisti la norma in esame ha in realtà valore e ricaduta più ampia sul diritto di scelta della donna e potrebbe avere conseguenze anche sull’impianto della legge. N.F. ha sedici anni, abita a Spoleto e accompagnata dal fidanzato minorenne si rivolge al consultorio, manifestando la ferma volontà di abortire senza coinvolgere nella scelta ai genitori. Il caso finisce davanti al giudice tutelare del tribunale accompagnato da una relazione dei servizi sociali che parla di una ragazza «motivata con chiarezza e determinazione». La minorenne, poi, si dice convinta di «non essere in grado di crescere un figlio» e nemmeno «disposta ad accogliere un evento che non solo interferirebbe con i suoi progetti di crescita e di vita ma rappresenterebbe un profondo stravolgimento esistenziale». Letta la relazione dei servizi sociali il giudice con una sentenza del 3 gennaio decide di sollevare la questione della legittimità costituzionale della norma che definisce le circostanze che possono permettere l’interruzione volontaria della gravidanza. Il motivo? La facoltà prevista dall’articolo 4 di procedere volontariamente all’interruzione di gravidanza entro i primo 90 giorni dal concepimento comporta «l’inevitabile risultato della distruzione dell’embrione umano». Secondo il giudice, dunque, la norma sarebbe in contrasto con quanto stabilito dalla sentenza della Corte di Giustizia Europea del 18 ottobre del 2011 che stabilisce come l’embrione umano sia stato riconosciuto «quale soggetto da tutelarsi in modo assoluto». Secondo il giudice, poi l’articolo 4 della 194 potrebbe essere anche in contrasto con altri articoli della Carta e, in particolare, quelli di tutela dei diritti inviolabili dell’uomo (articolo 2), del diritto alla salute (articolo 32), della cooperazione internazionale (articolo 11) e del diritto all’assistenza sanitaria e ospedaliera (117).