Nel video Fanelli chiede che l’eutanasia venga legalizzata. Non vuole morire oggi, ma se fosse possibile magari un giorno potrebbe chiedere l’eutanasia. Oggi non è nemmeno possibile, non in Italia. È proprio questo che Fanelli chiede, poter avere la possibilità.
LA SLA
Dopo la diagnosi di SLA, un anno e mezzo fa, Fanelli ha perso via via ogni autonomia e forza muscolare. Non può muoversi, respira grazie a una tracheotomia (che è un’incisione chirurgica nella trachea per permettere di respirare a chi, come Fanelli, ha i muscoli respiratori compromessi e quindi non sarebbe in grado di respirare autonomamente) e viene nutrito tramite la PEG (la Gastrostomia Endoscopica Percutanea permette la nutrizione artificiale tramite una cannula inserita nella parete addominale). «Vivo, o sarebbe meglio dire “sopravvivo”». Come già Piergiorgio Welby, o come anche Brittany Maynard, Fanelli vuole avere il diritto di scegliere e di poter decidere se e quando la sua vita non è più (per lui e soltanto per lui) dignitosa. Quando cioè vivere diventerebbe peggio di morire. In altre parole, vuole l’autodeterminazione fino alla fine.
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L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.