“Viva il suicidio”: eccoci al mortuariamente corretto

Immagine della campagna Eutanasia Legale

madre, lavorare, fare politica); la morte del marito; la morte, più recente e senz`altro ancor più dolorosa, del figlio. Io non mi permetto di giudicare e non mi azzardo a impartire insegnamenti sulla vita e sulla morte (specie su quest`ultima, di cui al momento non ho conoscenza diretta). Mi limito a fare delle constatazioni. Se io mi suicidassi, da solo o con l`aiuto di qualcuno, gli amici chiederebbero al sacerdote comprensione per il mio gesto disperato, mi garantirebbero un funerale cristiano e pregherebbero per la salvezza della mia anima. Se invece si suicida un comunista, o comunque un membro di quella sinistra nichilista che non perde occasione per facilitare il compito alla signora con la falce, ecco che scatta la strumentalizzazione, la proposta di legge, l`erezione a modello. Sui siti amici il gesto della Cesarini è stato salutato con ammirazione e Sel ha rilasciato un comunicato in cui si afferma che una simile morte «riflette la correttezza e lo stile che Daniela ha sempre manifestato». Non credo sia un lapsus, non credo sia una frase mal composta da qualcuno che condivide col neoministro della cultura Massimo Bray lo stesso incerto rapporto con la lingua italiana. Credo invece ci sia molta coerenza, molta terribile coerenza, in tutto ciò. Credo che simili episodi mostrino il vero volto di un`ideologia mortifera e non c`è bisogno di risalire alla ghigliottina o al gulag, basta rifarsi a qualcosa di molto più recente e modesto come il sostegno alle candidature presidenziali di Emma Bonino e Stefano Rodotà: due acerrimi e pluridecennali nemici della vita, personaggi che nel bel mezzo di un`emergenza economica nazionale hanno come priorità il matrimonio omosessuale, la morte procurata e la soppressione della libertà di coscienza per i medici che non intendono eseguire aborti. Da quelle parti politiche sembra quasi un riflesso condizionato: è vero che adesso di Napolitano bisogna solo parlare bene, però non riesco a dimenticare quel giorno del 2010 in cui, di fronte al cadavere di Mario Monicelli gettatosi dal quinto piano, parlò di «estremo scatto di volontà». L`espressione del bipresidente sarebbe piaciuta a Nietzsche, il teorico del superuomo super volitivo, e sembra descrivere un atto eroico. Non sentite come suona meglio, più moderno e performante, un «estremo scatto di volontà» rispetto alla vecchia formula «è spirato serenamente circondato dall`affetto dei suoi cari»? Temo si stia avvicinando il giorno in cui ai vecchi decrepiti e ai malati cronici il servizio sanitario nazionale farà sentire una voce registrata: «Basta con questa abulia! Un bello scatto di volontà, oltre il parapetto». Sarebbe un sollievo anche per l`Inps. Daniela Cesarini ha voluto farsi` cremare, dando un`ulteriore prova di coerenza: anche la cremazione è mortuariamente corretta, risolvendo nel modo più ecologico il problema dello smaltimento del cadavere. E ha scelto di farsi uccidere il 25 aprile (se ne parla oggi perché la notizia è trapelata solo ora): data perfetta per ammiratori e strumentalizzatori che di un fatto umano vogliono fare un grimaldello ideologico. 

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.