Mentre Vasco Rossi canta “oggi voglio stare spento…”, la malattia irreversibile permette al protagonista solo di “spegnere” la radio che sta trasmettendo la canzone. E’ una delle immagini più forti del nuovo spot dei Radicali e del Comitato EutanaSiaLegale a sostegno della proposta di legge popolare, presentata in Parlamento, per legalizzare la “dolce morte”. Uno spot per il quale il rocker, 62 anni il prossimo 7 febbraio, ha donato i diritti di “Vivere”, una delle su canzoni più note, pubblicata nel1993 e inserita nell`album “Gli spari sopra”.
E’ il terzo video che viene prodotto per la campagna promossa dall`associazione Luca Coscioni, dopo “AAA cerchiamo malati terminali” e un secondo spot realizzato dagli studenti dell`Accademia della Comunicazione di Milano. Oggi la battaglia pro eutanasia si arricchisce del sostegno di Vasco Rossi, che, si legge in una nota dell`associazione, da poco si è iscritto nuovamente al Partito radicale e quindi anche alla Coscioni, e «ha donato i diritti di utilizzo di una delle sue canzoni più importanti per rappresentare il punto di vista di un malato costretto nel suo letto dopo una vita intensa di ricordi».
I familiari che lo assistono, il cane che lo osserva, e sulle struggenti note del rocker («Vivere, è passato tanto tempo…») l`anziano protagonista dello spot, costretto a letto dalla malattia, dopo un passato che lo ha visto sugli sci e a correre la maratona, come mostrano alcune fotografie, dal suo letto può solo accendere e spegnere una vecchia radio. Lo sguardo fiero, e quel gesto quando il testo della canzone arriva al passaggio “oggi voglio stare spento”, mentre una voce fuori campo invita a sostenere la campagna per l`eutanasia legale, «per vivere liberi fino alla fine».
L`intento dell`associazione Coscioni è chiedere che in Parlamento si apra un dibattito sull`eutanasia legale «come alternativa alla “morte all`italiana” dell`eutanasia clandestina». Una «battaglia civile», iniziata da Piergiorgio Welby: «Lui non c`è più ma le sue parole, la sua richiesta di una “morte opportuna” riecheggiano e pesano come macigni sull` indifferenza che i partiti hanno dimostrato dinanzi alle morti in solitudine dei tanti come Carlo Lizzani, Franco Lucentini, Mario Monicelli, Lucio Magri, Vittorio Bisso, Daniela Cesarini, Piera Franchini, Roberto Gandolfo, Pietro D`Amico».