Vanno a caccia di droga ma trovano il «Bediol» a casa di un malato di Sla.Il Bediol, che è a base di «cannabis» viene però fornito dall’Asl di Foggia e pagato dalla Regione Puglia

Filippo Santigliano

Una perquisizione di buon mattino, eseguita da cinque carabinieri del comando provinciale di Foggia sarebbe stata disposta dalla procura del capoluogo dauno su richiesta della Legione Carabinieri di Merano a casa di Andrea Triscioglio, foggiano, malato di sclerosi multipla.

La perquisizione, sia personale sia nell’appartamento di Triscuoglio, è stata evidentemente ordinata alla ricerca di «cannabis». I carabinieri hanno invece trovato il «Bediol», un farmaco prescritto dall’Azienda sanitaria locale di Foggia e fornito gratuitamente dalla Regione Puglia, unica regione in Italia, a chi è affetto da sclerosi multipla o da altre malattie, anche ad esempio per gli effetti collaterali di chi si sottopone alla chemioterapia. Il «Bediol» è comunemente utilizzato negli Stati Uniti. Non si sa se il procedimento sarà o meno archiviato.

Di sicuro è diventato un caso politico, perché Maria Antonietta Coscioni, deputata dei Radicali (eletta con le liste del Pd), ha presentato una interrogazione al ministro della Salute, al ministro della Giustizia e al ministro dell’Interno. «Il signor Trisciuoglio, dirigente dell’Associazione Luca Coscioni per la libertà della ricerca, e affetto da Sclerosi Multipla cittadino incensurato, ha subito e patito una perquisizione quasi fosse un affiliato a una cosca mafiosa o a un clan della camorra», dice la parlamentare che aggiunge tra le altre cose: «di fronte all’evidenza dei fatti, e cioè che il signor Trisciuoglio è affetto da sclerosi multipla e che la sostanza stupefacente trovata era costituita semplicemente dal Bediol che riceve mensilmente dalla sua ASL; e dunque tutto si è concluso con un “scusateci per il disturbo».

La parlamentare Coscioni, che è presidente nazionale dell’associazione Luca Coscioni, chiede ai ministri di rispondere su una serie di interrogativi: «chi ha disposto la perquisizione dell’abitazio – ne del signor Trisciuoglio, e come detta perquisizione si giustifica; essendo notori sia lo stato di salute che l’attività del signor Trisciuoglio nell’ambi – to dell’Associazione Luca Coscioni e in generale della galassia radicale; ed essendo altrettanto noto che per lenire e contrastare gli effetti provocati dalla sclerosi multipla, il signor Trisciuglio può assumere la sostanza denominata Bediol, che viene ricevuta mensilmente dalla ASL, perché, per l’accertamento dei fatti, si sia proceduto con un incredibile e immotivato dispiegamento di for ze, mentre sarebbe stato sufficiente assumere informazioni presso la ASL o l’interessato, che certamente non si sarebbe sottratto; se non si ritenga di dover avviare un’inchiesta per l’accertamento dei fatti e delle eventuali responsabilità; in considerazione del fatto che, purtroppo, la situazione del signor Trisciuoglio è condivisa da parecchie centinaia di persone in tutto il territorio nazionale, quali iniziative si intendono assumere, promuovere e sollecitare perché vicende come quelle accadute al signor Trisciuoglio non abbiano più a verificarsi.»

«A nulla sono serviti gli articoli sui quotidiani nazionali; a nulla è servito rappresentare localmente, a Foggia, un’associazione così importante; a nulla è servito avere purtroppo una malattia cronica come la mia: la sclerosi multipla. Di fronte all’evidenza dei fatti e non potendomi contestare nulla, dopo una mattinata infernale trascorsa tra sveglia di prima mattina con 5 carabinieri che entrano nella mia abitazione, mia moglie e mio figlio terrorizzati (con annessi pianti del bimbo), mani in tutti i cassetti, trasporto in caserma, concludono con uno "scusateci per il disturbo"… Oggi è stato veramente tutto incredibile». E’ il racconto della giornata particolare vissuta da Andrea Triscioglio ed affidata al sito web dlel’associazione Luca Coscioni.

«La lotta per la cannabis terapeutica per i tanti malati che come ne hanno bisogno è la mia battaglia che, da radicale, con l’Associazione Luca Coscioni porteremo avanti senza farci intimidire. Criminalizzare l’uso terapeutico di una pianta è proprio di uno stato etico e ascientifico, non di uno stato di diritto», afferma ancora Trisciuoglio nella sua nota. «E’ davvero il caso di dire che il sonno della ragione produce mostri. Non credo ci sia altro modo per definire quanto è accaduto al nostro compagno Andrea Trisciuoglio, dirigente dell’Associazione Luca Coscioni e malato di Sclerosi Multipla, che per contrastare la malattia di cui è affetto, consuma Bediol mensilmente e regolarmente ricevuto dalla sua ASL. La perquisizione che ha subito alle prime ore del mattino, con i carabinieri che rovistano tra i suoi effetti personali alla ricerca di non si sa cosa, moglie e figlio terrorizzati per quello che accadeva sotto i loro occhi non ha giustificazione e spiegazione alcuna. E’ semplicemente la muscolare esibizione di un’arroganza e di una cecità che sconcerta e avvilisce», afferma Maria Antonietta Coscioni che aggiunge: «Voglio esprimere piena, incondizionata solidarietà ad Andrea, e confermargli il mio sostegno alla battaglia che è anche nostra.»