Un focus a tutto tondo sulla situazione attuale in Italia con un occhio rivolto anche all`estero – sull’utilizzo delle cellule staminali cordonali e sulle problematiche pratiche legate al prelievo, al trasporto e alla crioconservazione delle cellule cordonali stesse e agli aspetti legislativi e applicativi correlati alla loro conservazione ed applicazione terapeutica. Esperti da tutta Italia si sono dati appuntamento all`ExpoTerminal di Napoli, dove si è tenuto un convegno dal titolo: "L’impiego attuale e futuro delle cellule staminali del sangue di cordone ombelicale: cosa aspettarsi?", che ha affrontato tutte le tematiche più attuali sia dal punto di vista scientifico che da quello organizzativo.
Come spiega Alessandro Isidori medico della Divisione di Ematologia dell`Azienda ospedaliera San Salvatore di Pesaro: «Le cordonali sono cellule staminali multipotenti, più immature rispetto alle cellule staminali adulte, e pertanto dotate di un notevole grado dì plasticità, ove per plasticità si intende la capacità di una cellula di un determinato tessuto di dare origine a cellule specializzate di un altro tessuto». E proprio grazie alla loro plasticità queste cellule sono in grado di dare origine a tessuti ematopoietici, ma anche epiteliali, endoteliali, neuronali, cardiovascolari; e ciò le rende quindi utili anche nella medicina rigenerativa, per curare un ampio spettro di malattie. L’uso delle cellule staminali cordonali dovrebbe portare alla rigenerazione dei tessuti danneggiati e pertanto queste cellule sono da considerarsi come una risorsa preziosissima nella terapia attuale di molte malattie gravi – dalle leucemie linfoblastiche e mieloidi ai linfomi di Burkitt, dai liposarcomi alle sindromimielodisplastiche, dai linfomi Hodgkin e non-Hodgkin alle malattie da insufficiente funzionalità midollare, dalle emoglobinopatie agli errori congeniti del metabolismo e alle immunodeficienze – e nella terapia futura di molte altre patologie, soprattutto in ambito oncologico. «Da qui», sottolinea Giuseppe Visani, direttore Ematologia e Centro Trapianti di cellule staminali dell`Azienda ospedaliera San Salvatore di Pesaro, «si comprende l`importanza del prelievo del sangue cordonale e della crioconservazione dello stesso in banche del cordone, per il successivo trapianto laddove necessario». Infatti il crescente interesse generale riguardo questa materia e i progressi nel campo dei trapianti di cellule staminali del cordone, hanno portato ad avere oggi circa 450milaunità di sangue cordonali stoccate nelle 50 banche del cordone sparse in tutto il mondo. Quando si parla di banche del cordone bisogna però distinguere quelle pubbliche (presenti in Italia) da quelle private (presenti solo all`estero). Nelle prime è possibile conservare il sangue cordonale esclusivamente sotto forma di donazione. Nelle seconde è invece possibile effettuare la cosiddetta conservazione autologa, ovvero conservare per il proprio figlio le sue stesse cellule staminali cordonali, nel caso in cui potesse averne bisogno in futuro. La conservazione autologa ha un costo e viene considerata un` assicurazione biologica, mentre la donazione non ha alcun costo e non ha alcun rischio, si tratta semplicemente di dare il consenso al prelievo del sangue cordonale; un piccolo gesto che può però concretamente cambiare o salvare la vita di qualcuno.
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