Una scelta che può salvare una vita

Cristina Vito

staminali placentaUn focus a tutto tondo sulla  situazione attuale in Italia con  un occhio rivolto anche all`estero  – sull’utilizzo delle cellule staminali cordonali e sulle  problematiche pratiche legate  al prelievo, al trasporto e  alla crioconservazione delle cellule cordonali stesse e agli  aspetti legislativi e applicativi  correlati alla loro conservazione  ed applicazione terapeutica. Esperti da tutta Italia si sono  dati appuntamento all`ExpoTerminal  di Napoli, dove  si è tenuto un convegno dal  titolo: "L’impiego attuale e futuro  delle cellule staminali del  sangue di cordone ombelicale:  cosa aspettarsi?", che ha affrontato  tutte le tematiche più  attuali sia dal punto di vista  scientifico che da quello organizzativo. 

Come spiega Alessandro  Isidori medico della  Divisione di Ematologia dell`Azienda ospedaliera San Salvatore  di Pesaro: «Le cordonali  sono cellule staminali multipotenti,  più immature rispetto  alle cellule staminali adulte,  e pertanto dotate di un notevole  grado dì plasticità, ove  per plasticità si intende la capacità  di una cellula di un determinato  tessuto di dare origine  a cellule specializzate di un  altro tessuto». E proprio grazie  alla loro plasticità queste  cellule sono in grado di dare origine a tessuti ematopoietici,  ma anche epiteliali, endoteliali,  neuronali, cardiovascolari;  e ciò le rende quindi utili anche  nella medicina rigenerativa,  per curare un ampio spettro  di malattie.  L’uso delle cellule staminali  cordonali dovrebbe portare alla  rigenerazione dei tessuti  danneggiati e pertanto queste  cellule sono da considerarsi  come una risorsa preziosissima nella  terapia attuale di molte  malattie gravi – dalle leucemie  linfoblastiche e mieloidi   ai linfomi di Burkitt, dai liposarcomi  alle sindromimielodisplastiche,  dai linfomi Hodgkin  e non-Hodgkin alle malattie  da insufficiente funzionalità  midollare, dalle emoglobinopatie  agli errori congeniti  del metabolismo e alle immunodeficienze  – e nella terapia  futura di molte altre patologie,  soprattutto in ambito oncologico.  «Da qui», sottolinea Giuseppe  Visani, direttore Ematologia  e Centro Trapianti di cellule  staminali dell`Azienda ospedaliera  San Salvatore di Pesaro,  «si comprende l`importanza  del prelievo del sangue cordonale  e della crioconservazione  dello stesso in banche  del cordone, per il successivo  trapianto laddove necessario».  Infatti il crescente interesse  generale riguardo questa  materia e i progressi nel campo  dei trapianti di cellule staminali  del cordone, hanno  portato ad avere oggi circa   450milaunità di sangue cordonali  stoccate nelle 50 banche  del cordone sparse in tutto il  mondo.  Quando si parla di banche  del cordone bisogna però distinguere  quelle pubbliche  (presenti in Italia) da quelle  private (presenti solo all`estero).  Nelle prime è possibile  conservare il sangue cordonale  esclusivamente sotto forma  di donazione. Nelle seconde è  invece possibile effettuare la  cosiddetta conservazione autologa,  ovvero conservare per  il proprio figlio le sue stesse  cellule staminali cordonali,  nel caso in cui potesse averne  bisogno in futuro.  La conservazione autologa  ha un costo e viene considerata  un` assicurazione biologica,  mentre la donazione non ha alcun  costo e non ha alcun rischio,  si tratta semplicemente  di dare il consenso al prelievo  del sangue cordonale; un piccolo  gesto che può però concretamente  cambiare o salvare  la vita di qualcuno.   

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