
In Italia si stima i consumatori di cannabis siano 4,5 milioni per un mercato di circa 7 miliardi di euro annui. Tra questi – è difficile immaginarlo – ci sono anche molti malati. Non è disponibile un dato preciso di questo fenomeno, sommerso nel sommerso, ma quello che si ricava dalle storie che emergono è tutt`altro che rassicurante. L`efficacia della cannabis nel trattamento dei sintomi di patologie come la sclerosi multipla, la Sla, la fibromialgia, la neuropatia, il glaucoma, e per i pazienti affetti da Hiv e nel trattamento del dolore oncologico è stata ampiamente dimostrata dalla letteratura scientifica internazionale. Ed è su questa base che il governo italiano nel 2007, con un decreto del ministro Livia Turco, ha ammesso l`uso in terapia del thc (il principale principio attivo della cannabis). Un altro decreto, a firma del ministro Renato Balduzzi, ha sancito nel 2013 l’efficacia farmacologica dell`intera pianta della cannabis. Nel frattempo anche nove regioni (Puglia, Toscana, Marche, Liguria, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Abruzzo, Sicilia, Umbria) hanno approvato leggi in materia, con impianti diversi tra loro, ma che convergono sulla gratuità dell`erogazione di tali farmaci. Nonostante tutti questi provvedimenti ad oggi l`accesso ai farma- ci cannabinoidi resta, nei fatti, negato. Sull`argomento il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ha più volte ribadito come «in Italia la cannabis è già utilizzabile, al pari degli oppiacei, per motivi farmacologici e terapeutici». I dati forniti dal suo stesso Dicastero, però, dicono che nel corso del 2013 appena 40 pazienti hanno potuto effettuare tale terapia. Ma 40 sono in media le richieste di aiuto che ogni settimana arrivano solo all`associazione Luca Coscioni da parte di pazienti che sono costretti a rivolgersi al mercato nero. Le difficoltà nell`accesso alla cura sono in buona parte nella complessità della procedura di accesso. Ma l’altro grande ostacolo sta nella disinformazione del personale sanitario: nelle resistenze – di natura prevalentemente culturale – di medici e farmacisti. Alcune delle storie di questi pazienti sono state raccolte in un dossier, presentato lo scorso 5 giugno in un convegno al Senato – La cannabis fa bene, la cannabis fa male – organizzato dalle associazioni A Buon Diritto e Luca Coscioni. Queste testimonianze raccontano di malati molto diversi tra loro per patologie, per età e per vicende personali, ma che condividono tutti le traversie quotidiane per accedere alla cannabis medicinale. C`è Daniele, affetto da sclerosi multipla, che viene arrestato e processato per direttissima perché trovato in possesso di cannabis; c’è Roberto, malato di fibromialgia, portato via a sirene spiegate sotto gli occhi dei vicini perché nel giardino di casa sua i carabinieri trovano alcune piante; c’è Alfonso, con la polineuropatia, il padre di famiglia che scende in strada a cercare uno spacciatore e quando torna a casa più volte si accorge di essere stato truffato; c’è Andrea Trisciuoglio, che ha la sclerosi multipla e subisce una perquisizione in casa e c’è William Verardi stanco di rivolgersi al mercato nero per curare sua moglie Lucia («Io dallo spacciatore in 13 anni ho lasciato 150mila euro»). È proprio da questi ultimi che è partito il progetto di Lapiantiamo, il primo cannabis social club italiano che ha lo scopo di avviare in Puglia una coltivazione rivolta ai malati. Ed è ancora in questo contesto che vanno collocate le disobbedienze civili di Rita Bernardini che da due anni consecutivi coltiva e cede ai malati cannabis, autodenunciandosi; oppure le proposte, come quella del presidente della commissione diritti umani, Luigi Manconi, dell’avvio di coltivazioni presso lo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze. Soluzioni, queste, che non solo renderebbero i farmaci reperibili più facilmente e a costi ridotti, ma che farebbero risparmiare anche tutte le risorse sprecate in inutili e ingiusti procedimenti giudiziari.

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.