Una fila continua di persone pronte a firmare gli appelli per la chiusura dell’allevamento Green Hill (beagle utilizzati per la ricerca scientifica), la fine degli esperimenti sugli animali e il proscioglimento degli attivisti denunciati, tra i quali la ferrarese Bea Stawicka. Ieri pomeriggio piazza Trento Trieste è stata invasa dai simpatizzanti delle associazioni anima-liste, ben organizzati dal web e sollecitati dall’eco sulla stampa del blitz bresciano: moltissimi giovani, alcuni con i cani al guinzaglio, qualche volto storico dell’ambientalismo come Barbara Diolaiti, Sergio Golinelli e Stefano Cavallini. Alla fine della giornata il risultato è strabiliante: 2.090 firme complessive in meno di cinque ore. «Siamo sorpresi ma molto soddisfatti» è il commento di Cristian Romanin, responsabile di Ferrara Veg (sta per vegeteriani), una trentina di attivisti ieri tra gli animatori della piazza con cartelli e megafono, che hanno organizzato la parte locale della mobilitazione. I ferraresi hanno trovato mano forte nei "cugini" rodigini di Venusfur. In altre piazze italiane è stato fatto altrettanto e le liste delle tre petizioni si sono gonfiate a dismisura: ieri, peraltro, era la giornata mondiale contro la vivisezione. «La vivisezione non è più una necessità scientifica, vi sono molti altri metodi per le sperimentazioni» raccontava Romanin. A fianco del gazebo era appesa una lunga lista di prodotti di largo consumo che le associazioni presenti chiedono di boicottare, in quanto te-stati sugli animali: c’è di tutto, dagli articoli per la casa ai cachet fino a certi dentifrici («la lista completa si può trovare digitando su Google "prodotti testati su animali"» spiegavano a chi chiedeva una copia della lista). La mobilitazione continua anche oggi, perché in Senato si discutono gli emendamenti alla direttiva europea sulla sperimentazione animale, «le lobby cercheranno d’influenzare i senatori per ammorbidire la direttiva, bisogna impedirlo: allevamenti come Green Hill vanno chiusi» è l’obiettivo ribadito da Romanin. La direttiva dovrebbe vietare l’allevamento e la vendita per fini scientifici di cani, gatti e primati su tutto il territorio nazionale.
Tutti in coda per salvare i beagle
la Nuova Ferrara