Tortura o volontà divina?

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Huffington Post Italia
Matteo Mainardi

Francia – Tre anni fa Nicolas Bonnemaison, medico d’emergenza all’ospedale di Bayonne, ha confessato di aver somministrato iniezioni letali a quattro anziani pazienti in fin di vita per alleviare le loro sofferenze. Ora è condannato per averne aiutati sette.

Subito incriminato, il suo caso è riuscito a far aprire un dibattito pubblico che in Francia ha fatto passare dal 50 all’86% le persone favorevoli alla legalizzazione dell’eutanasia. Se sarà condannato, Bonnemaison rischierà la pena massima dell’ergastolo. Patricia Dhooge, la vedova di uno dei pazienti, ha confermato in un’intervista alla tv francese di aver chiesto al medico di aiutare suo marito a morire e ha definito come “buono” quello che ha fatto il medico. “Starei molto male se lo punissero in qualsiasi modo”, ha aggiunto la donna, visibilmente emozionata.

Italia – Mario Sabatelli, dirigente del reparto di neurologia al Policlinico Agostino Gemelli di Roma, su Il Fatto quotidiano: “Noi abbiamo già praticato la sospensione del trattamento col consenso informato a pazienti sottoposti alla ventilazione non invasiva: stiamo facendo il bene dei pazienti”. Si spinge oltre Giuseppe Maria Saba, ex ordinario di Anestesiologia e Rianimazione all’università di Cagliari e alla Sapienza di Roma, su L’Unione Sarda: “L’eutanasia è una pratica consolidata in tutta Italia, ma per ragioni di conformismo non se ne parla. Gli unici che alzano la voce sono gli esponenti di frange dell’estremismo cattolico rigido e confuso. Parlo ora perché non ne posso più del silenzio su cose che sappiamo tutti”. Sempre su L’Unione Sarda il neuropsicofarmacologo Gian Luigi Gessa: “E’ ritenuto umanamente lecito lasciar morire di fame e sete il paziente che, essendo in uno stato vegetativo, presumibilmente muore senza sofferenza… in quindici giorni. Tuttavia, il medico dispone di un metodo più umano, più sicuro, più rapido, indolore per far morire un paziente. Questo metodo si chiama eutanasia”.

Italia e Francia – In Italia aiutare un malato terminale a morire comporta 12 anni di carcere, in Francia ne comporta 7. Guardarlo morire negli spasmi della sofferenza, senza intervenire e magari soltanto drogandolo di anestetici, è invece consentito. Qualcuno definirebbe “tortura” il sadismo di queste legislazioni. Altri lo chiamano “volontà divina”.

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.