«Successo dai primi test, riparo il cuore con le staminali»

Un cervello in fuga, con il pallino di creare un cuore nuovo (attraverso le cellule staminali prelevate dal tessuto cardiaco stesso): «Un sogno che adesso sta per trasformarsi in realtà». Piero Anversa da Parma, 72 anni, una cattedra all`Harvard Medical School di Boston, è il primo scienziato al mondo ad avere scoperto che anche il cuore ha le sue staminali. Un`intuizione destinata a rivoluzionare.la cura di chi viene colpito da infarto con conseguenti scompensi cardiaci: «Il reimpianto delle staminali cardiache con un`iniezione mira a risolvere gli eventuali (ma frequenti) problemi rimasti irrisolti dopo l`intervento di bypass». Da 4o anni negli Usa, oggi Piero Anversa presenterà per la prima volta in Italia i risultati della sperimentazione clinica in corso passata nel luglio 2oo9 dai ratti all`uomo. Tredici per ora i pazienti coinvolti, il 14° sarà sottoposto all`iniezione nelle coronarie giovedì. La lectio magistralis si svolgerà all`Irccs Policlinico San Donato di Milano. L`occasione è la sigla di un accordo che farà volare a Boston il ricercatore dell`Università Statale Luigi Anastasia, 36 anni, alla guida del Laboratorio di cellule staminali per l`ingegneria tissutale dell`ospedale, fondato nel `69 dal chirurgo Luigi Rotelli. Anche il cuore, insomma, può autoripararsi? «E importante per riuscire a vincere la lotta contro l`insufficienza cardiaca – sottolinea Anversa -. Dal trial in corso per ora non sono emersi problemi. Nel giro di tre anni saranno sciolti tutti i dubbi: è il tempo necessario per avere dati certi sul comportamento delle cellule impiantate nei pazienti. Ma, alla fine, l`esperimento dovrà funzionare». È determinato Piero Anversa, una vita dedicata alla ricerca al New York Medical College e dal 2007 all`Harvard Medical School. Nel suo laboratorio lavorano 4o ricercatori di 13 nazionalità. Qui vengono isolate, controllate e fatte crescere le staminali prelevate da un pezzo di cuore durante gli interventi di bypass. Cellule che poi vengono reiniettate sotto la guida di un altro celebre cardiologo, Roberto Bolli, all`Università di Louisville, dove vengono anche reclutati i pazienti. Quelli coinvolti finora sono malati che a 4 mesi dall`intervento chirurgico hanno una frazione d`eiezione al di sotto del 4o% (il loro muscolo cardiaco, in sintesi, non funziona abbastanza bene). L`uomo con il sogno di creare un cuore nuovo s`è imbattuto nelle staminali cardiache agli inizi del Duemila, mentre studiava le cellule del midollo, fino ad allora le uniche utilizzate per sperimentare la rigenerazione del cuore. Di qui la pubblicazione sulla rivista scientifica Céll nel 2003 con gli studi sui ratti e quella del 2007 su Pnas che suggella la scoperta sull`uomo. Ora è tempo di guardare avanti: «Sta partendo un nuovo trial dove le cellule del cuore malato che viene espiantato saranno introdotte nel nuovo, in modo da renderlo immuno-compatibile e quindi non soggetto alle ancora frequenti crisi di rigetto – dice Anversa -. Non solo: magari un giorno le staminali non dovranno più essere prelevate, ma riusciremo a rigenerarle direttamente nel cuore stesso dei pazienti». È una sfida a cui ora parteciperà anche Luigi Anastasia. Si lascia scappare Gabriele Pelissero, direttore scientifico di San Donato: « È un matrimonio che riserverà risultati straordinari».

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