
Niente ricetta e test di gravidanza per la cosiddetta pillola dei 5 giorni dopo.
Così ha deciso l’Aifa ieri, mantenendo la necessità della prescrizione medica solo per le minorenni. La possibilità di acquistare in farmacia la contraccezione d’emergenza senza passare per il medico è in linea con il parere dell’Ema e con la Commissione Europea.
Perché senza ricetta? Perché la contraccezione d’emergenza prima si assume, più è efficace. E spesso uno degli ostacoli tra la necessità e l’assunzione era il medico obiettore o indeciso – comunque un passaggio in più. Passaggio superfluo e non giustificabile, pare, da ragioni mediche.
Anche Emilio Arisi, Presidente della Società Medicina Italiana per la contraccezione (SMIC), nel gennaio scorso aveva rassicurato: “si attesta con chiarezza che il suo impiego non presenta alcun pericolo per la salute, sia della donna che dell’embrione”.
Non ci sono rischi e non si abortisce “faidate”.
Ma non sono mancati i commenti, anche se ormai sono mesi che si commenta sempre sulle stesse questioni: paternalismi, aborto mascherato e, soprattutto, “dove andremo a finire?”.
Gian Luigi Gigli, deputato e neurologo, ieri scriveva: “dosi multiple #EllaOne acquistabili senza ricetta riaprono a aborto clandestino e solitudine donne @bealorenzin @Aifa_ufficiale @annafusina”.
Cioè? Che Gigli sia convinto che EllaOne abbia un effetto abortivo sembra essere confermato dalla domanda che rivolge alla ministra della salute: “@bealorenzin Del tutto escludibile che #Ellaone impedisca annidamento ovulo già fecondato? @Aifa_ufficiale lo dica o è politica commerciale”.
Non sorprende che Militia Christi sia sullo stesso piano: certo, da Militia Christi che cosa ci aspettiamo? Ma il tentativo di confondere la contraccezione d’emergenza e la RU486 (ovvero di attribuire alla contraccezione un “sicuro effetto abortivo”) è una vecchia conoscenza.
La confusione sta a metà tra la poca voglia di leggere documenti e ricerche e l’intenzione di estendere la condanna rivolta all’interruzione volontaria di gravidanza anche alla contraccezione – bersaglio un po’ più difficile da affondare moralmente.
Se EllaOne, e in generale la contraccezione d’emergenza, non è tale ma è in realtà un aborto mascherato, è tutto più facile. La condanna morale preconfezionata (ma mica inattaccabile né definitivamente dimostrata) dell’aborto passa senza fatica alla contraccezione.
Ieri su Avvenire si insisteva descrivendo EllaOne come “il farmaco catalogato come ‘contraccettivo d’emergenza’ ma sul quale grava il (documentato) dubbio che possa avere anche effetti abortivi” («Pillola dei 5 giorni, ricetta solo per le minori»).
Con chi ha simili convinzioni non serve discutere, non serve indicare studi o ricerche né avviare un dibattito sulla fallacia o sulla tenuta delle argomentazioni. Perché al cospetto di certezze ideologiche e di “valori non negoziabili” provare a discutere è solo una perdita di tempo. O una ennesima occasione per studiare esempi di pessime ragioni (ognuno può decidere quando la propria collezione personale è satura).
L’unico aspetto su cui si potrebbe invece discutere è quello sollevato da Silvio Viale: “Bene l’abolizione della ricetta per EllaOne, ma perché non per Norlevo e Lonel?”, cioè la cosiddetta pillola del giorno dopo.
In ogni modo, la possibilità di comprare al banco EllaOne è un’ottima notizia.

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.